[Dai Social] L’Erta di Radda | Chianti Classico 2018


Non è una gara né il televoto del Grande Fratello: se col campanaro etrusco consideriamo Radda la zona-UGA di riferimento del Chianti Classico – ad oggi – è semplicemente perché arrivano da qui tanti vini che ci piacciono regolarmente parecchio. Peraltro, latori di accenti, colori, umori assai più variegati di quanto spesso si legga.

Non solo “montani-verticali”: a dispetto del nome e della provenienza, ad esempio, quelli di Diego Finocchi parlano di una Radda bucciosa, asciutta, concreta; essenziale ma non per questo sottrattiva; accogliente e dinamica, perfetta per la tavola. E soprattutto raccontano un’azienda cresciuta costantemente e solidamente, senza ansie da prestazione o hype frettolosi, per poi coprire uno spazio stilistico per molti versi ancora libero, con originalità e determinazione.

Una serenità interpretativa che traspare nitidamente dal riassaggio del 2018, primo vagone di quel treno-filotto che con 2019, 2020 (ma anche 2021) segna un po’ la consacrazione de L’Erta di Radda tra i grandi del comune e di tutto il Chianti Classico: vale assolutamente la pena di tenerlo a portata di mano per le grigliate natalizie.

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