
Festeggiamenti del mezzo secolo di Joe Bossi, consociato premium del Tipicamente Wine Club.
Che ci ha fatto bere da Amerigo a Savigno, facendo 1/64 del suo dovere (ancora auguri, ingegnere tanguero dj!):
- Dom Perignon Oenoteque 96: giovanissimo e goduriosissimo nonostante il tappino
- Krug 96 che sembrava proprio Krug 96 col suo naso da cucina di nonna natalizia (cotognata, biscotti, pandolce, mandorle e divano) e la bocca ancora e per sempre feroce
- Krug Collection 90: monumentale e totalmente nella smania di rivendicazione dell’identità di Krug maturo, con un plus di definizione aromatica e bocca saturante (un tutt’uno con la lasagnetta amerighesca al tartufo da 100/100)
- Chambertin Clos de Bèze 2010 Faiveley: naso spaziale tutto fiore, suadenza e delicatezza, bocca appena stretta senza ruota di pavone ma sticazzi
- Clos de la Roche 2010 Ponsot che sembrava 20 anni più vecchio, probabilmente per “colpa” del tappo sintetico (mannaggiatutto: me lo ricordo da botte, era una roba incredibile)
- Barolo Vigna Rionda 2008 Tommaso Canale 2008: affascinante ok, ma decadente e amarognolo
- Barbaresco Crichet Pajé Riserva 2008 Roagna con un naso monfortinesco e una bocca svolazzante, che è il motivo per cui continuiamo a cercare i Roagna nonostante le non rare bottiglie “matte”
- Barolo Monfortino Riserva 2010 Conterno (magnum): 97-98/100 e sto (arcobaleni aromatici, tessitura setosa, energia e pentadimensionalità)
- Cote Rotie La Turque e La Mouline 1998 Guigal: provate a dirglielo voi che sono vinoni grossoni legnoni, io non glielo dico sicuro (almeno 20 anni davanti)
- Vinsanto del Trentino Emblemi d’Amour 2004 Poli: mamma mia, complessità e profondità fuori scala senza la minima deriva zuccherina (comodo sul podio di giornata)


