Stille Nacht 2021 | Il Natale della birra è qui

Stille

Se nel mondo del vino le feste di fine anno rimandano ai profumi fragranti e al gusto pungente delle bollicine, in quello della birra la direzione è quasi opposta.

Gli appassionati lo sanno, questo è il momento delle Birre di Natale. Non proprio uno stile ma una sorta di macro-categoria (un po’ come succede per le Grape Ale), che comprende diverse interpretazioni, tradizioni e tendenze. Oggi, la proliferazione della tipologia e dei birrifici rende quasi impossibile circoscrivere il campo, ma non c’è dubbio che la storia ci porti verso gli inverni rigidi dei paesi nordici.

Per raccontarle a chi non ne sa niente, prendo in prestito la descrizione fatta da Unionbirrai nell’introduzione al nuovo concorso Birra dell’Anno XMas Beers, presieduto dal guru Kuaska:

“Le birre di Natale rappresentano una tradizione secolare presente storicamente nel nord Europa, dal Belgio alla Germania, dall’Inghilterra alla Scozia. Sono birre prodotte appositamente per le festività natalizie e, proprio per le loro variegate origini, non possono essere ricondotte ad un unico stile birrario. Infatti, se in Belgio le Noel nascono da una base di Triple, Dubbel, Strong Belgian Ale, per citare alcuni stili iconici, in Germania saranno invece mutuate da Bock, Doppelbock et similia. Il Regno Unito da par suo, contribuirà creando Christmas Beer riconducibili alle Scotch Ale, alle Strong Ale, al mondo ammantato di nero delle Stout. Insomma, una babele di stili che possiedono il comune denominatore di essere birre prodotte per il Natale”.

Detto questo, credo possiamo essere d’accordo nel riconoscere al Belgio (ma guarda un po’…) lo scettro del Natale e delle birre che ne derivano, con un riferimento assoluto che è diventato iconico e capace di scandire l’inizio delle feste. Sto parlando, ovviamente, della Stille Nacht del birrificio De Dolle di Esen. Se siete curiosi e volete approfondire la storia e le leggende che avvolgono questa birra straordinaria (come la questione degli asterischi sul tappo, su cui le teorie si sprecano), fate un giro per il web; qui diremo soltanto che si tratta della Kerstbier per eccellenza, inventata dal condottiero del birrificio Kris Herteleer e reinventata nel corso degli anni.

Ancora Kuaska: “ogni millesimo di questa birra ha un qualcosa di magico ed un percorso diverso, e nonostante tutti gli sforzi dettati dall’esperienza, difficilmente classificabile. Può capitare un’annata che, giovanissima, appaia francamente deludente, facendoci dubitare sul lavoro di De Dolle e che, dopo pochi mesi o qualche anno, si schiude come una bellissima farfalla dalla sua crisalide. E viceversa, Stille Nacht battezzate dagli esperti come capolavori assoluti, che durante la maturazione perdano verve senza confermare le promesse di lunghissima vita e di gemma assoluta”.

Anche per questo, ogni nuova annata è così attesa e discussa dai birrofili. Ed eccoci al motivo per cui siamo qui: raccontare, o almeno cercare di farlo, la versione 2021 della Stille Nacht, assaggiata alla spina (fatto ovviamente rilevante) all’Elfo Pub di Perugia.

Il colore, luminoso, carico ma non eccessivamente bruno, introduce profumi contrastati che vanno in direzioni opposte ma finiscono per integrarsi alla perfezione. Da una parte le note pungenti, dall’altra le sensazioni “dolci”, di fiori d’arancio, lieve miele e delicata frutta secca. Una danza equilibratissima, che non eccede mai (caramello non pervenuto) e rende il sorso ricco ma di splendida beva. In bocca, le nuance speziate si fanno sentire e la girandola di pepi spinge gli aromi in un finale lunghissimo, dalla vaga idea vegetale (direi quasi di cappero). Dodici gradi alcolici che abbracciano e scaldano, senza risultare mai sdolcinati.

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