
In estrema sintesi:
– L’Osteria del Gallo e della Volpe di Ospedaletto è sempre più il posto capace di farti sentire a casa con una cucina che è Irpinia contemporanea in tutto e per tutto; dove peraltro puoi portare, vedendoli abbracciati, l’Ispettore Palma e il suo alter ego;
– Montrachet è Montrachet, per carità, e Prieur non è quel legnone morbidone che dicono, dopo di che lo baretterei senza problemi con molti altri bianchi (perfino italiani, pensa te) che costano 10 volte di meno, anche a parità di prezzo;
– Vieux Chateau Certan 2006 si conferma il più riva sinistra dei Pomerol e la 2006 annata seria, dopo di che non ha senso stappare qualsiasi Bordeaux degno di questo nome prima dei 20-25 anni (a meno che non amiate l’effetto novello);
– Non sono ancora riuscito a capire come abbia fatto l’annata 1986 di Bordeaux ad entrare nelle grazie di una certa stampa internazionale, col suo equilibrio sottilissimo tra eleganza, classicità, algidità e verdecrudezza. Dopo di che, ai massimi livelli, di algidità e verdecrudezza c’è poco o niente e Lafite vale da solo il prezzo del biglietto (a seguire Latour e quasi all’unisono Mouton e Haut Brion con i loro paradigmi, nel bene e nel male);

– Fiano Radici di Lapio 1992 Mastroberardino si conferma un grande bianco di statura europea (e nemmeno il Fiano Arechi 95 di Vadiaperti scherza…);
– A proposito di algidità: in queste bottiglie Rocche del Falletto Etichetta Rossa Giacosa e Bartolo Mascarello 04 non concedono niente di niente a sfericità e piacevolezza: forse una fase, più probabilmente “errore” nostro averli piazzati nel defatigante postprandiale (e sempre grazie al conferitore <3 );
– Non ricercherei Yquem 99 (ma vale per quasi tutte le annate) senza un foie gras serio da scaloppare, ma con un foie gras serio da scaloppare non cercherei niente di diverso da un Yquem ultraventennale;
– Il Sabbie di Sopra il Bosco Dedicato ad Angela 2008 Magnum di Nanni Copé è oggi un jolly di definizione e souplesse che non avrei mai pensato all’uscita;
– Diebolt 2008, Boréal Clandestin, XX Bitter e Saison DuPont fanno il loro dovere come intermezzo;
– al di là del bevessimo e magnassimo, si vive per giornate così.


