[Dai Social] Muraje | Carema Sumié 2017

No, non è solo una questione da burocrati o pierini usciti da un corso di degustazione.

La menzione rivendicata in etichetta è una risposta preventiva alla domanda propedeutica di ogni conoscenza: come ti chiami? a chi appartieni?
Ma soprattutto è un pezzo fondante di identità, anche quando millantata, usurpata, rinnegata. Anzi perfino di più, nel suo esplicitare ciò che si vorrebbe essere o non essere.

Ora che è un Carema a tutti gli effetti, il Sumié di Muraje si prende una fetta supplementare di responsabilità, ugolando nero su bianco che c’è spazio eccome per il digitale anche in una minuscola denominazione analogica, come per molto tempo è stata (e sapete quanto sia visceralmente legato alle letture “olivettiane” di Ferrando e della Cantina Produttori Nebbiolo).

Forse il 2016 aveva un bonus aggiuntivo di souplesse e profondità, ma questo 2017 conferma totalmente le sue dichiarazioni programmatiche: cuore rosso succoso, gioventù, estate più che autunno, rugosità scalene e metriche trap: Guido Gozzano che canta sciccherie con l’autotune.

Bottiglia assolutamente consigliata a chi ama il nebbiolo nordpiemontese e pensa che “tradizione” e “tipicità” siano parole vuote, se non calate in un concreto spazio-tempo di eretiche ortodossie.

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