[Dai Social] Grifalco | Aglianico del Vulture Damaschito 2012

Perché Sanremo è Sanremo? [4]

Perché c’è stato un tempo, che rapportato alla storia dell’umanità è tipo un minuto fa, in cui potevi recuperare testi e musiche delle tue canzoni preferite soltanto acquistando lo spartito oppure sbobinando con cassetta, registratore e tasto pausa, per poi tentare di abbinarci gli accordi su chitarra ad orecchio.
Tra le rare eccezioni, almeno fino alla diffusione dei cd ripieni e di Internet: il numero di TV Sorrisi e Canzoni dedicato al Festival, che valeva più della figurina di Platini.

E non per pigrizia. Non conoscendo e nemmeno immaginando la rapida comodità di avere tutto con un click, trovavamo quell’hobby divertente e gratificante. Del resto ci eravamo ontologicamente addestrati: per dirle quello che provavi dovevi trovare una cabina telefonica libera e sperare che fosse a casa o spedirle una lettera-cartolina che nemmeno sapevi se e quando avrebbe ricevuto, mettendo inoltre in conto l’attesa di giorni, settimane e perfino mesi per un responso da cui dipendeva nient’altro che tutta la tua vita.
Insomma, avevamo anche noi mille motivi di ansie e frustrazioni, ma per un lungo periodo ci siamo almeno risparmiati quelle da spunta blu, connessione assente o mancanza di reazioni in tempo reale.

Il venerdì è la serata di gala delle “nuove proposte”, quelle più a rischio sull’effetto meteora: 5 minuti sul palco, magari per poi tornare a consegnare sushi, proporre piani di abbonamento o editare schede. Ci penso spesso a che stanno facendo oggi le centinaia di facce viste passare di là e poi sparite.
Mi chiedo dove sono Barbara Eramo & Claudio Passavanti, che parteciparono all’edizione 1998 con una meravigliosa canzone scritta da Bungaro: “Senza confini”, come la musica che fa da diapason al tuo spazio-tempo.

La riascolto stappandoci un vino abituato a martellare grancassa e rullante, più per come pensa di dover essere che per come è realmente nel profondo, come l’Aglianico. Che infatti sa battere in levare e fare rock in maniera diversa, unplugged, quando incontra compagni di band arrivati da altri luoghi, pazienti, gentili, aperti a vecchie e nuove sonorità, tipo la famiglia Piccin nel Vulture, in questo caso a Maschito.

 

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