Le mani dell'artigiano

La mia simpatia verso gli artigiani, compresi quelli del vino, non arriva a farmi tollerare difetti macroscopici, imperfezioni eclatanti, variazioni sul tema tanto grandi da rendere incomprensibile la trama di fondo o la totale mancanza di costanza.

Dire che “ogni bottiglia potrebbe essere diversa dall’altra”, annunciarlo trionfalmente in etichetta, mi pare una facile operazione di marketing emozionale. Per me assai poco convincente.
Lo ammetto: l’idea di comprare qualcosa, pagandola il giusto, e non avere la minima idea di cosa dovermi aspettare non mi fa impazzire. L’alto artigianato, le sue variazioni sul tema, i piccoli dettagli che rendono unica una creazione sono una cosa. La confusione e l’incapacità di realizzare un progetto chiaro un’altra.
Nel vino c’è poi la questione delle annate che impone, per forza di cose, una lettura di lungo periodo. L’andamento stagionale cambia le carte in tavola, rendendo eccitante il gioco dei confronti e le lunghe discussioni interpretative sui diversi millesimi.
Ovvio che la dicotomia tra chi lavora in maniera standardizzata e il piccolo produttore che rinuncia a tecniche invasive o aggiustamenti eccessivi è palese. I vini industriali si assomigliano ogni anno, subendo meno degli altri i capricci delle stagioni. Quelli artigianali si vantano di assecondare la natura e il clima, interpretandone fedelmente gli umori.
Anche qui, però, c’è a mio avviso un limite. Un vino, un’etichetta, non può ogni anno diventare qualcos’altro, perdere i connotati e apparire irriconoscibile. Leggere le annate non vuol dire assumerne i tratti senza stravolgere completamente i propri.
Non parlo solo di altalene qualitative ma di percorsi stilistici che si traducono, troppo spesso, nell’incapacità di riprodurre le semplici coordinate che sottendono un certo prodotto e che lo rendono tale.
Un grande vignaiolo si vede soprattutto da questo ed è anche per questo che l’esperienza conta tantissimo in questo mondo. Un exploit può capitare. Indossare le annate come vestiti, sentirsi comunque a proprio agio, senza per questo sembrare qualcun altro, è merce decisamente più rara.
Pablo Picasso, Contadino con un nudo (1938)

Post Correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.