L'altro Brunello

Qualche giorno fa, in maniera del tutto casuale, ho incontrato Brunello Cucinelli davanti a un caffè.

Occasione buona per un veloce scambio di idee, dopo una breve presentazione, che mi ha naturalmente invogliato ad approfondire la questione vino che lo riguarda.
In molti, negli ultimi anni, hanno scritto della passione del re del cachemire per Bacco, e soprattutto di un misterioso progetto legato alla produzione di uva e vino a Solomeo, delizioso borgo umbro e quartier generale di Cucinelli.
Quel che sapevo, fino a ieri, l’avevo sentito dire. In più c’era stata, mesi fa, una mezza telefonata con Michele Baiocco, agronomo ed enologo alla corte di Cucinelli, dove è responsabile del progetto agricolo.
Un progetto, pare, molto ampio e sfaccettato. Non solo vino, ma un piccolo microcosmo capace di riprodurre lo schema tipico delle campagne di una volta.
Michele mi aveva confidato alcuni dettagli della nuova impresa, sottolineando come il vino Cucinelliano avesse connotati originali rispetto agli schemi più diffusi. Non l’ennesimo riccone che gioca a fare la propria cantina e le sue etichette, sfidando un mercato complesso che riserva spesso spiacevoli sorprese, quanto un omaggio alle radici contadine di famiglia e la voglia di stupire i propri ospiti con prodotti genuini e gustosi, cartolina perfetta del territorio in cui sorge l’azienda.
Più marketing emozionale che attività imprenditoriale e sé stante, col vino a fare da primus inter pares in un paniere agricolo diversificato e autentico, in grado di lasciare un ricordo indelebile ai forestieri.
Una versione che Cucinelli mi ha confermato in pieno e che, salvo clamorose smentite, manterrà il vino prodotto a Solomeo lontano dai mercati e dal clamore mediatico.
A Montalcino possono stare tranquilli: non ci sarà un altro Brunello a fargli concorrenza.
Foto: innovazionemoda.org

Post Correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.