Per pagare e morire (non) c'è sempre tempo

Auspicata, invocata, temuta, odiata, discussa. La legge che impone il pagamento degli acquisti alimentari “deteriorabili”, cioè “freschi”, entro 30 giorni dalla consegna e di tutti gli altri entro 60, vino compreso, è ormai realtà.

La sensazione è che se ne sia parlato molto prima e poco adesso, come se ancora non fossero del tutto chiari e decodificati i meccanismi delle nuove regole. In termini pratici, burocratici e soprattutto psicologici.
La dilazione infinita dei pagamenti è uno dei mali del sistema Italia, credo che su questo non ci siano discussioni: creano un’economia falsata, artificiosa, con un mare di buchi e zone grigie che non permettono di fare seriamente il proprio mestiere e creano squilibri inaccettabili nella gestione aziendale. Non una cosa da Paese civile, e infatti da noi è (era?) la prassi.
Detto questo, c’è da capire come l’imposizione della legge, con le sue inevitabili rigidità, si inserirà e influirà nel sistema. Da un punto di vista pratico-burocratico, dunque in termini di gestione di cassa, con le nuove scadenze e una inevitabile complessificazione della materia, in un settore già martoriato dalla burocrazia (specie per le piccole imprese).
E soprattutto sotto il profilo psicologico, visto che l’obbligatorietà temporale dei pagamenti impone quantomeno cautela negli acquisti (con risvolti immaginabili, ad esempio, riguardo le offerte e la politica degli sconti), dunque un’inevitabile contrazione degli stessi (almeno nella prima fase) e (forse) una nuova gerarchia dei fornitori (sempre meno esercenti sono disposti a fare “magazzino”, dunque saranno premiate le consegne just in time o i grossisti che permettono acquisti quotidiani o giù di lì).
Certo la questione è rilevante: sono davvero curioso di capire come andrà a finire la faccenda, se entreremo in una nuova era fatta di certezze e chiarezza, se si tornerà indietro (come qualcuno vocifera) o se peggio ancora si troverà il solito escamotage gattopardiano del “tutto cambi perché nulla cambi”.
Io qualche idea ce l’ho, anche grazie alle confidenze di diversi amici, a vario titolo coinvolti e schierati dietro le rispettive barricate. Al tempo la prova dei fatti…

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