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Che bella la Milano del Fuorisalone

Lo scorso settembre, durante il mio soggiorno londinese, ho avuto la fortuna di imbattermi nel London Design Festival*:

un’esplosione di opere e creativi arrivati da tutto il mondo, capaci di rendere ancor più originale ed eccentrica l’atmosfera sulle rive del Tamigi.
Un clima di grande energia, partecipazione e voglia di fare che ho ritrovato al “pronti via” del Fuorisalone* di Milano, con una serie di appuntamenti incrociati, progetti, presentazioni capaci di proiettare questo evento tra quelli più importanti e stimolanti d’Europa, nel campo del design. Una roba inimmaginabile fino a qualche anno fa, quando il Salone* viveva soprattutto al suo interno, sia in senso fisico che ideale, mentre ora il mobile e l’abitare sono solo un punto di partenza che non preclude alcun approdo. Per farla breve, se non avete ancora programmi per il week end, fateci un pensierino.

In caso dovete andare per forza in via Tortona, che sta al Fuorisalone come Brick Lane sta al London Design Festival, curiosare tra le esposizioni e scoprire che si trovano perfettamente a loro agio in anfratti metropolitani non meno affascinanti. Qui si può visitare il negozio temporaneo di Merci (“dove tutto è in vendita” – via Tortona 31) e inciampare (letteralmente) in mille iniziative.
Arrivati in via Borgognone c’è il Sign of Design che ospita, tra le altre cose, lo Slow Seating (una bella “cartolina” di design cinese capace di unire tecnologia e alto artigianato) e il Kitchen Story (“un lungo tavolo apparecchiato”, un’istallazione che fissa l’oggettistica e il design italiano legato alla cucina, un percorso temporale lungo 70 anni e capace di unire passato, presente e futuro di un ambiente che fotografa a meraviglia i cambiamenti del nostro Paese).
Da qui via Savona è a un passo. Il consiglio del sottoscritto è di fiondarsi all’Ortofabbrica (al numero 37) e fare due chiacchiere con Angelo Grassi. Vi farà vedere il letto realizzato con tessuti riciclati (tra cui divise militari della Seconda Guerra Mondiale) e l’ecopiscina (nella foto in alto). Poi vi accompagnerà alla scoperta dei numerosi artigiani che ha messo insieme e magari farete una sosta all’Osteria, per una zuppa e un bicchiere di vino.
Da non perdere, poi, Trial&Error, mostra che lega i dieci anni di attività creativa del giapponese Oki Sato, fondatore del fortunato studio Nendo (Palazzo Visconti – via Filodrammatici, 10), e men che meno il Museo della Scienza e della Tecnologia (via Olona, 6).
Per uno spuntino, un panino di buon livello, un’insalata, un piatto caldo, un dolce, un drink, un frullato (tra le cose migliori) o una caffè si torna in via Tortona perché al numero 34 c’è God Save The Food*. Al di là dell’offerta, un bistrot contemporaneo delizioso, lineare, dal tipico tocco metropolitano (tra l’altro in questi giorni, proprio qui, si può assistere alle dirette di Radio Capital).
Un punto di arrivo che, ovviamente, altro non è che un altro punto di partenza e traccia unpercorso tra le infinite possibilità del Fuorisalone. Spesso azzeccate, altre un po’ tirate per i capelli. Perché il rischio per un evento di successo come questo è che molti ci si infilino senza un’idea forte, o comunque appropriata. I casi a rischio non mancano, ma il quadro nel suo insieme è bello da guardare.

PS: aspetto i vostri suggerimenti…



Una grossa meringa? No, un’originale vasca da bagno…

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