Taurasi Vendemmia 2007

Se non fosse impegnato con qualche questionuccia tipo legittimo impedimento e indagini per concussione e prostituzione minorile, cose così, quello lì si precipiterebbe sicuramente sugli schermi di Tipicamente.

E, battezzandomi novello Santoro, mi inchioderebbe con un “mi consenta, De Cristofaro, lei fa uso privatistico di spazio pubblico, si contenga!” (un po’ come qui, insomma).
Sono costretto, allora, a dirmelo da solo (Paolo vergognati, Paolo vergognati, Paolo vergognati) e a dichiarare a voi quattro lettori la natura superautopromoreferenziale del presente post.
Dove vi parlo di Taurasi Vendemmia 2007, la manifestazione che stiamo organizzando per il prossimo week end (Taurasi, 21-23 gennaio) per presentare alla stampa e agli operatori la nuova annata del più importante dei rossi irpini (notate il perfetto stile comunicato stampa). E che, di fatto, inaugura la lunga stagione delle anteprime italiane, dal Veneto alla Sicilia passando per quelle di febbraio in Toscana.

Dico stiamo perché, oltre a scrivere qualche fesseria qui sopra, io e Raffaele “Lello” Del Franco abbiamo ormai stabilmente trascinato nei nostri progetti strampalati gli amici Massimo Iannaccone e Diana Cataldo, titolari dell’agenzia di comunicazione Miriade & Partners che cura la rassegna, raccogliendo l’eredità di Anteprima Taurasi.
Da quando ha scoperto i riesling germanici, il sogno recondito di Diana è quello di organizzare un’Anteprima Spatlese, ma intanto continua ad allenarsi con una manifestazione che per la prima volta viene pensata e sviluppata in forma totalmente privata e autonoma, senza alcuna sovvenzione pubblica, col solo contributo delle 34 aziende partecipanti (vedi la lista definitiva più giù).
A differenza delle edizioni precedenti, Taurasi Vendemmia 2007 è un’iniziativa riservata al pubblico di giornalisti ed operatori, e sarà possibile parteciparvi esclusivamente su prenotazione e fino ad esaurimento posti. Non vi saranno, infatti, banchi d’assaggio aperti al pubblico e gli operatori accreditati avranno a disposizione una postazione dove assaggiare seduti e con calma i vini in degustazione, con il servizio assicurato dall’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione di Avellino, partner tecnico della manifestazione.
I giornalisti nazionali ed internazionali accreditati avranno a disposizione tutta la giornata di sabato 22 gennaio, mentre la giornata di domenica 23 gennaio sarà riservata al pubblico di ristoratori, enotecari, operatori, collaboratori di media locali e membri delle principali associazioni enogastronomiche, con un sistema di prenotazioni e servizio articolato in tre fasce orarie, dalle 11:00 alle 13:00, dalle 17:00 alle 19:00 e dalle 19:00 alle 21:00.
Non mi dilungo sul programma, dato che è tutto spiegato (speriamo chiaramente) sul sito internet, ma vorrei soffermarmi un attimo su un paio di aspetti per così dire laterali che appaiono decisamente incoraggianti perfino ad un inguaribile lamentoso-pessimista come me.
Innanzitutto il segnale che arriva dalle aziende irpine rispetto al primo tentativo, da un po’ di tempo a questa parte, di far ripartire la macchina della promozione e degli approfondimenti rivolti a stampa ed operatori in provincia di Avellino, svincolandola dai canali di finanziamento pubblici e soprattutto dai tempi organizzativi ad essi legati. Se da un lato ciò ha comportato un notevole ridimensionamento del budget disponibile, e con esso un impegno nei fatti volontaristico del gruppo di lavoro in questa fase, dall’altro consente di guardare al futuro con uno spirito nuovo.
Si mobilitano finalmente in prima persona i protagonisti della vitienologia irpina, senza più alibi, senza più attese, ma dichiarando apertamente le loro esigenze e i loro obiettivi, programmando le iniziative nei tempi giusti, a partire dal recupero di BianchIrpinia, evento di presentazione delle nuove annate di Fiano di Avellino e Greco di Tufo, quasi certamente in calendario nel prossimo mese di maggio.
Ci vorrebbero diverse puntate per provare a raccontare il perché e il per come sia così difficile, in provincia di Avellino come in buona parte del sud, fare gruppo e sistema insieme. Ma gli incontri e le convergenze di queste settimane dimostrano che forse forse, senza scomodare Obama, “si può fare”.
Il secondo elemento che mi premeva sottolineare riguarda invece la risposta data dalla stampa di settore coinvolta in Taurasi Vendemmia 2007. Le limitate risorse finanziare ci hanno consentito di invitare un gruppo ristretto di giornalisti nazionali ed internazionali, ma mai come in questa occasione abbiamo registrato un entusiasmo e una voglia così forte di esserci. Fatta eccezione per i soliti noti, anzi oserei dire il solito, la maggior parte dei colleghi si è immediatamente sintonizzata sulla lunghezza d’onda che ha ispirato e reso possibile la rassegna, pur nella sua dimensione low-cost, incoraggiandoci, offrendo collaborazione, dichiarando la propria disponibilità ad intervenire a proprie spese e addirittura a dividere la camera con altri loschi figuri.
So che quando fai nomi scontenti sempre qualcuno, ma non posso fare a meno di ringraziare fin d’ora per l’aiuto amici e colleghi come Carlo Macchi, Giampaolo Gravina, Gianpaolo Di Gangi, Maurizio Paolillo, Alessandro Franceschini, Richard Baudains, Pasquale Porcelli, e tanti altri. Si sta creando una dimensione quasi comunitaria, di veri appassionati ancor prima che grandi professionisti, e che dimostrano di tenerci sul serio all’Irpinia e al Taurasi, molto più che alle pose da prime donne di chi si sente di un’altra categoria.
E questa mi sembra una bellissima notizia, non solo per la nostra manifestazione.

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