Chianti Classico. Quel che passa la collezione 2010

Ci sarebbe da dire che scrivere di vino al tempo di Internet è cosa complicata. Cioè: non sono forse parole come tradizione, classico, storia, tempo ecc. ecc. le più richieste e apprezzate a tema bacchico?

E non vi pare che tutto questo strida un po’ con le regole della comunicazione multimediale, fatta e consumata all’istante, alla continua ricerca di notizie e novità?
Si, insomma, sarà anche per mettere le mani avanti ma di notizie vere alle Anteprime dei vini, annuali passerelle per aziende, denominazioni e territori, ce ne sono pochine. E forse la notizia migliore sarebbe proprio l’assenza di notizie, testimone di gerarchie consolidate e non improvvisate, salvo qualche exploit, s’intende, sia in senso positivo che negativo.
Detto questo non mi sottraggo a qualche considerazione a caldo, a parire dai Chianti Classico assaggiati nel meraviglioso scenario della Stazione Leopolda a Firenze. Oh, senza pretese beninteso, giusto per registrare e mettere nero su bianco dei primi ragionamenti su annate e singoli vini. E dare materiale ai detrattori di domani, qualora il tempo dovesse smentire i quattro scarabocchi fatti in questi giorni (ma attenti al mio ego perché se avviene il contrario…).
Grandi attese per i Chianti Classico Riserva 2007, annata a mio parere di grandissimo interesse che pare non tradire le attese. Eccone un pò…
Il grande classico che convince: Castello di Monsanto

Rosso di grande finezza e profondità, giocato su profumi di terra e fiori, capace di un palato succoso, saporitissimo, chiuso da un tannino incisivo ma di bella fattura. Solito fascino, precisione estrattiva e risultato finale di livello superiore. Quasi quasi mi piace più del Poggio ’06!
Il grande classico che convince a metà: San Giusto a Rentennano – Le Baroncole

Attnzione, il vino è di livello assoluto, fine e speziato su un frutto energico e vibrante, il fatto è che continua ad essere offuscato da un legno non sempre equilibrato, sia nella fase aromatica che in quella tannica.
La conferma: Monteraponi – Il Campitello

Gli assaggi in cantina mi avevano entusiasmato e in degustazione ho ritrovato un vino dalle grandi potenzialità. Un rosso lieve, che scorre in grande ralax, dai profumi inebrianti di spezie, liquirizia e fiori su un frutto rosso turgido e maturo.
Piccoli Classici di domani: Val delle Corti

Se la Riserva 2006 mi aveva divertoito, la 2007 conferma le potnzialità di questa aziendina. Rosso lggiadro ed elegante, saporito, lungo, di acidità vibrante e sostenuta.
Piccoli Classici di domani/2: La Porta di Vertine

Ferroso, teso e croccante, aromaticamente lineare su nuance di piccoli frutti rossi e fiori; bocca rocciosa, tesa e succosa, di lunga persistenza minerale.
Due Chianti Classico Riserva 2006 da tenere d’occhio…

Fontodi – Vigna del Sorbo

Netto, fine, definito, dolce ma disteso, sensazioni di frutti rossi e neri, carnoso, ricco e avvolgente senza mai perdere l’equilibrio. Moderno con anima.
Riecine

Molto fine e floreale, speziato, palato carnoso su cenni di tabacco e radici, un filo alcolico nel finale (unico neo)
La grande sorpresa: Castello di Radda – Chianti Classico Poggio Selvale 2007

Finissimo e saporito su toni di liquirizia e talco mentolato, legno bellissimo su frutto integro e croccante, palato teso e compiuto, di grandiosa profondità e acidità perfetta.
Infine tre aziendine praticamente sconosciute che hanno piazzato altrettanti vini in zona Champions… Se vole prendere appuni e approfondire:
1) Castello delle Stinche
2) Fietri
3) Rignana

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