[Dai Social] Fon | Carso Vitovska 2018

I vini, come le persone che hanno qualcosa da condividere con te e proprio con te, sono fondamentalmente di due tipi: immersivi ed emersivi.

I primi li incroci nella luce abbagliante di marzo, solo un attimo prima di ritrovarti con loro nel luogo più scuro dove tu sia mai stato.
Cingono la tua pelle come un simbionte alieno, chiedendoti senza parole di fidarti mentre ti trascinano verso il nucleo della terra.
Giù per pozzi, grotte, fosse oceaniche, scavando limo, fuoco e mare. E più ti avvicinano all’abisso, meno ti lasciano spazio per la paura.

I secondi li conosci nel buio pesto. Sono la voce della cella vicina: l’abate Farias che pianifica la fuga da prima che tu nascessi e ti guida verso la libertà anche se non sei Edmond Dantès.
Un centimetro alla volta, aggrappandoti ad ogni concavità di questo buco dove pensavi di restare per sempre, e invece no.
I primi spiragli prismatici, gli odori dimenticati, il gorgoglio del vento che suona mentre continui a scalare e salire, seguendo i passi del tuo amico e il suo forza: su, sempre più su, fino a riveder le stelle.

Poi ci sono quelli che svolgono entrambi i compiti, aiutandoti a precipitare quando vuoi precipitare, a riaffiorare quando vuoi riaffiorare. Avatar reali di ogni Pai Mei che ti farà scoprire il Maiorca, Verne, Manolo, De Gayardon, Messner che è in te.
Compagni di viaggio con cui sfidare il mare salato, di petto, ma anche voltandogli le spalle, sentendolo lo stesso.
Un vino così, praticamente sempre, è la Vitovska di Marko Fon da Komnu, Carso, Slovenia.

Ne ho parlato tante volte e non mi ripeto. Aggiungo solo che questo 2018 è più selvaggio del solito nel pronti-via aromatico, mimetizzandosi da sidri e sfusi spontanei: travestimento perfetto per far storcere il naso ai pierini di turno, quelli che sì però, matita blu, gascromatografia comanda color.

Ma la bocca, anzi il sorso, amici miei: fonte surgiva sorgente effervescente minerale, dissetante di leggerezza salata che poi riaccende la sete nel circolo vizioso del sale adriatico.
Fluido come solo la densità sa essere, denso come tutto quanto scorre, da una parte all’altra, da su a giù, da giù a su, verso il prossimo antro, la prossima cima.

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