Quarant.eno #15 | Frank Cornelissen, Susucaru Rosato 2017

Susucaru

Per non dimenticare le bottiglie stappate e farci compagnia a distanza. Aspettando, rinchiusi tra casa e cantina, che passi la bufera; esorcizzando virus vecchi e nuovi, e sognando l’inizio di un mondo migliore.
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Oggi sarebbe sembrato uno scherzo ma domani, Giovedì 2 Aprile, Tipicamente lancerà nell’etere il numero zero del suo primo Podcast.

L’idea è quella di rileggere “Vino al Vino” di Mario Soldati, cercando di ripercorrere, puntata dopo puntata, i viaggi e i territori che scandiscono i capitoli del libro. Non in maniera storiografica e men che meno agiografica, semmai con l’idea di prendere spunti per riflessioni contemporanee, dettate dal nostro vissuto e dalle esperienze fatte sul campo. A 50 anni di distanza dalla pubblicazione del testo.

Non anticiperò nient’altro del progetto, che spero avrete voglia di seguire, ma mi concedo un piccolo spoiler sulla puntata numero 1: parleremo di Etna.

Tra un tema e l’altro, abbiamo ovviamente evocato i vignaioli della zona. Tra questi Frank Cornelissen, uno dei protagonisti attuali de “a muntagna”, almeno sul fronte naturale. Non sono sempre stato in sintonia con i suoi vini, che mi paiono tuttavia in un percorso stilistico sempre più chiaro e brillante. Anche il loro artefice, con cui ho chiacchierato un anno fa, mi pare d’accordo.

Tant’è. Adoro ogni aspetto della linea Susucaru, a cominciare dal nome. Il Rosato ’17 potrebbe far parte della famiglia dei vini gender: è quasi un rosso scarico. Profuma di terra buona e cenere, frutti di bosco appena colti e fiori di campo. In bocca ha gran sapore, in un sorso facile ma sempre ben presente.

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