In tutta onestà, salendo o riscendendo dalle regioni più conosciute della Champagne, il motivo più forte per una deviazione dalle parti di Troyes è l’andouillette*, celeberrima salciccia di trippa dall’odore nauseabondo quanto eccitante.
L’Aube e i suoi vini arrivano dopo. Col tempo, la voglia di scoprire qualcosa di nuovo e l’entrata in scena di un manipolo di piccolo produttori agguerriti, decisi a trasformare l’immagine della ragione da serbatoio delle grandi maison a terroir di tutto rispetto.
Diciamo che il processo è in corso. La Côte de Bar resta ancora la zona meno nota della denominazione ma alcuni suoi vini stanno facendo parlare, anche in virtù di prezzi spesso molto interessanti.
L’unica visita “seria”, ad oggi, resta quella in casa Jacques Lassagne, cetramente tra i nomi che più si sono fatti apprezzare in questi anni. La maison si trova però a Montgueux, oasi di chardonnay in una terra dominata dal pinot nero, e dunque poco rappresentativa dei caratteri più intimi della regione, almeno nel suo complesso.
Più di recente ho scoperto invece Piollot, emblema del ragionamento felicità – prezzo che facevo prima. Si trova a Polisot, villaggio con meno di 400 anime a sud di Troyes.
Biologico dal 2009, ha in canna alcune etichette davvero centrate ma voglio parlare solo di quella che conosco meglio. Ho bevuto circa 26 bottiglie di Cuvée de Réserve Non-Dosé in meno di un anno, da sole e abbinate ad almeno 47 piatti diversi; dunque finalmente posso esprimermi con un pizzico di sicurezza.
Intanto è fatto con uve pinot nero (70%) e chardonnay (30%) ma questo è facile perché c’è scritto sulla retro etichetta. Stessa cosa dicasi per i 12 gradi alcolici e per la sboccatura, datata Ottobre 2013. La mia ultima bottiglia conferma la bontà di questo Champagne, oltre al fatto che ha raggiunto l’apice della forma, a mio parere. Facendo una media di tutte le bocce a cui ho tirato il collo, direi che si tratta di una bollicina suadente e di ottima eleganza, considerando tutto, capace di profumi raffinati, freschi quanto dettagliati e vinosi, nel senso pinotteggiante del termine. La bocca è saporita, di buonissima materia eppure slanciata, fresca e con finale sulle punte. Da comprare in quantità, cosa che rifarò a brevissimo.
In Italia Piollot è venduto da Soavino

