La partita a scacchi dei vini campani


Il Cavallo è il pezzo più affascinante degli scacchi, non solo per la sua caratteristica mossa ad “L”, ma soprattutto per la capacità di scavalcare pezzi nemici ed amici ed atterrare direttamente sulla casella di destinazione. Una qualità unica sulla scacchiera.

Eppure non è mai stato il mio pezzo favorito; le mie preferenze sono sempre andate ad alfiere e torre, pezzi tanto diversi quanto simili. Sotto certi aspetti complementari.

L’alfiere è elegante, dinamico nel suo agire in diagonale, versatile ed affilato nella sua capacità di infilarsi nelle difese di pedoni di colore opposto.

La sua entrata in gioco non è così immediata come quella del cavallo, capace di superare con “un balzo” anche i pedoni amici, ma basta muovere i pedoni centrali, o ancor meglio quelli di cavallo, per potergli permettere di entrare rapidamente in azione ed esercitare notevole pressione in punti nevralgici.

La sua efficacia risulta via via crescente, progressiva man mano che il campo si svuota e la sua libertà di movimento aumenta. Il contributo che offre è essenziale tanto in difesa quanto in attacco; pur non essendo determinante, da solo, rientra spesso nelle combinazioni da "matto".

La torre è apparentemente più statica, a tratti silente, solida e granitica nella sua possibilità di arroccare, scelta questa che spesso ne vincola l’azione; l’entrata in gioco è tendenzialmente più ritardata, tanto da apparire, nel breve periodo, come una ingombrante presenza. Ma quando si libera una colonna da un pedone, ecco che diventa devastante!

In quel momento cambia totalmente faccia, diventando aggressiva in pressione, dinamica e progressiva nell'occupare e difendere gli spazi, nel sostenere e sospingere l’avanzata degli altri pezzi, nel difendere la delicata prima linea. Certo presta il fianco agli attacchi più subdoli, quindi va gestita con oculatezza.

Questi due pezzi mi fanno pensare rispettivamente al Fiano di Avellino ed al Greco di Tufo, le due facce dell’irpinia bianchista, così diverse, eppure per certi versi complementari.

Elegante e dinamico il Fiano, non disponibile da subito ma progressivamente più appagante via via che il tempo gli offre possibilità di liberarsi ed espandere le sue sfaccettature. Affilato e tagliente nella sua agrumata mineralità, ma anche versatile negli abbinamenti, perfettamente adattabile a tutto pasto.

Strutturato e grasso, ma allo stesso tempo muto e poco disponibile, il Greco deflagra letteralmente al palato dopo aver assorbito la compressione dei primi anni: sulla sua longevità a volte ci sono state opinioni discordanti, ma gli assaggi più emozionanti di bottiglie vecchie finiscono quasi sempre in questa denominazione.

La sua versatilità è pari solo alla sua potenza gustativa: difficile pensare ad un pranzo dove un buon Greco non possa essere speso con successo. Sconta fattezze che appaiono più rozze di quelle del Fiano, ma si impone con la sua personalità ai palati più smaliziati.

Dove non arrivi con l’uno hai la possibilità di lavorare con l’altro e viceversa: insieme possono mettere su una fantastica combinazione da matto!

E il cavallo di cui sopra? Mi piace pensare che sia un Piedirosso, immediato ed eclettico, delicato e ficcante, magari dalla gittata non lunghissima, ma sempre pronto a sorprendere.

A questo punto, al Taurasi andrebbe il ruolo della Regina, in teoria il vero pezzo forte della scacchiera, ma a due condizioni: che non entri in gioco troppo presto e che non se ne forzi l’utilizzo; coniuga il meglio di tutti i pezzi della scacchiera (a parte magari l’agilità) pur mostrando una grande debolezza. Proprio la sua forza lo rende il pezzo più attaccabile, il meno facile da difendere, il più rischioso da perdere!

Falanghina, Casavecchia, Coda di Volpe, Pallagrello Nero, Biancolella, Tintore, Pallagrello Bianco, Primitivo: i pedoni del nostro schieramento. Solo apparentemente pezzi secondari.

Non si vince una partita senza un efficace schieramento di pedoni, senza il loro possesso del centro, o la loro difesa del Re.

Già, il Re. Ci ho messo un po’ per capire chi fosse, ma alla fine…

E secondo voi? Chi è il Re?

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