De Montille, Les Mitans e la vendemmia intera

Durante il pranzo con i Columbu è venuto fuori che, nonostante i vari contatti, le telefonate, i reciproci attestati di stima e gli inviti, nessun rappresentate della famiglia più famosa della Malvasia di Bosa ha mai incontrato uno dei De Montille, altro nome forte di Mondovino*.

Di più, i Columbu non avevano nemmeno mai assaggiato un vino di questo domaine borgognone, e certo sono contento di essermi imbattuto nella giornata in cui un amico generoso aveva deciso che il digiuno doveva finire.
E’ toccato al Volnay 1er Cru Les Mitans 2006 fare da apripista. Vino buonissimo anche se un po’ giovane, dal profilo minerale scuro, ancora esuberante nella trama di piccoli frutti rossi e neri; succoso e denso in bocca, con un fine tratto che incrocia sensazioni ematiche e appagante calore, anche se con un piccolo difetto di “aereosità” e distensione. Per la piacevolezza assoluta, insomma, avremmo dovuto aspettare ancora un po’. Ma chi glie lo diceva ai Columbu?
Les Mitans è una parcella di Volnay posizionata a metà collina, esposta e est e formata da suoli di varia matrice: calcarei in alto, quindi rocciosi e infine argillosi scendendo a valle. Non vorrei dire una fesseria (tanto, una più una meno…) ma credo che la vendemmia 2006 sia stata una di quelle con la minor percentuale di “grappoli interi” utilizzati, almeno negli ultimi anni, insieme alla 2011 (De Montille è uno dei paladini della vendange entière, tecnica antica tornata d’attualità che consiste nel non diraspare i grappoli di uva).
Proprio un’indagine sulla vendemmia intera aveva convinto i nostri eroi, indottrinati da quello calvo ma con in testa idee meravigliose, a mettersi in marcia verso le sacre sponde. Tra le tappe, ovviamente, anche casa De Montille, dove ad accoglierci c’erano i figli di Hubert: Etienne e la sorella Alix, un peperino maledettamente “francese”, con tutti i risvolti stereotipati che vi vengono in mente.
Ecco un po’ di riflessioni dei due che mi ero appuntato. Utili, forse, a riassumere il De Montille pensiero su questa tecnica di vinificazione tanto discussa:
–    “Il grappolo intero apporta antiossidanti e dona un’aromaticità minerale”
–    “Il grappolo intero ha ragioni stilistiche e olistiche. Contribuisce a far esprimere il terroir, fa parte del frutto”
–    “Ci sono zone più adatte ed altre meno alla vendemmia intera. Tra le prime Volnay, Vosne, Chambolle”
–    “La vendemmia intera dona equilibrio. Il grappolo con i raspi è uno straordinario regolatore della fermentazione, che risulta più dolce e profonda”
–    I vini realizzati con la vendemmia intera sono più soavi e aerei. Hanno una qualità tannica e una texture superiore

–    “Il raspo garantisce al vino un’incredibile energia, tanto da permettere un uso nettamente più basso di solfiti”

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