Paradigma Sassicaia


La passione per il millesimo 2010 dei bischeri che scrivono su questi schermi è cosa nota. E’ montata pian piano, assaggio dopo assaggio, visita dopo visita, tanto che ci siamo convinti della bontà dell’annata un po’ ovunque.

Certo, molto dipende dalle aspettative. Però per gli amanti dei vini ‘classici’, più verticali che orizzontali, maturi ma croccanti, succosi e soprattutto capaci di vibrare, dando la sensazione di avere fiato per correre la maratona, l’annata pare offrire quanto di meglio si possa desiderare.
E’ vero, un’impressione tanto convinta quanto generale merita i giusti approfondimenti, i compendi del caso, le specifiche, oltre che l’analisi di tutte le varianti territoriali possibili. E così stiamo facendo.
Da una prima ricognizione dei rossi di Bolgheri, per dire, nonostante la conferma dello schema che abbiamo in testa, non possiamo non avvertire qualche incertezza che, al momento, penalizza i vini e ingarbuglia la faccenda, rendendo difficile tracciare un profilo definito. In tutta onestà, dovessimo fermarci alle prime impressioni, qualche piccola perplessità emergerebbe. Traduzione. Intensità aromatiche e profondità non sempre all’altezza e quella sensazione di incompiuto, di qualcosa che manca a fare spesso capolino.
L’analisi di vini così importanti, però, non può fermarsi all’oggi ma deve quantomeno tentare la proiezione temporale. E se quegli spigoli, quei piccoli passaggi a vuoto, quella mancanza di immediatezza fossero addirittura alleati? E se la permanenza in bottiglia sapesse rigirare la frittata? Quante volte è successo? Quante annate apparentemente minori si sono rivelate deliziose alla distanza?
E allora valgano, per tutti o giù di lì, le considerazione su di un vino. Che per la zona non può che essere il Sassicaia. Una specie di paradigma. Il 2010 appare delicato, quasi timido, alla ricerca di un saldo di densità e complessità, pur nel solco del fascino che sa sempre esprimere. Un vino ancora compresso, non pienamente espressivo, dal sorso sussurrato. Un filo crudo e ancora in via di definizione.
Un Sassicaia dal gusto ‘Europeo’, come ci ha confidato il Marchese Incisa della Rocchetta? Chissà… Certo un Sassicaia su cui non sappiamo ancora esprimerci con convinzione. Sulla sua grandezza ‘assoluta’ e sui picchi che saprà toccare. Ma soprattutto sullo stile, lo schema e il cassetto su cui andrà archiviato.
Da seguire con attenzione, insomma, perché la sensazione è che la bottiglia sarà decisiva. Ai posteri, o meglio a chi avrà voglia e modo di conservare qualche flacone di questa etichetta eccezionale in cantina, l’ardua sentenza…

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