La dura vita del cronista del vino


Ma davvero ti occupi di vino? Ma che bel lavoro! Che vita fantastica e che esperienze straordinarie farai…“.
Certo, come no. In apparenza, quella del critico enogastronomico, con tutte le declinazioni del caso, è una professione fighissima. Peccato che pochi conoscano la vera quotidianità di questo mestiere, le sue pieghe più nascoste, i continui dazi da pagare al dio Bacco.
Penso alle estenuanti sessioni di degustazione cui siamo sottoposti, capaci di mettere a dura prova anche i fisici più robusti. Le infinite batterie della qualsiasi che ci accompagnano per giorni, settimane, mesi. Per giunta nel periodo più caldo dell’anno.
E penso ai sacrifici che si compiono per arrivare alla vera conoscienza della materia. Toccare con mano tutte le realtà è sforzo necessario ma in molti casi assai arduo, fitto di trabocchetti e imprevisti, puntellato da vere e proprie imprese.
Il video che pubblichiamo, adatto solo ad un pubblico adulto e sconsigliato ai soggetti più sensibili, dimostra inequivocabilmente quanto possa essere denso di sacrifici il percorso del reporter del vino.
Nel filmato, sprezzanti del pericolo e della fatica, tre personaggi di primo piano del settore si cimentano nella scalata di un vigneto, a più di 900 metri d’altezza e in condizioni climatiche avverse. Fatto che ha reso necessario l’impiego di mezzi di fortuna e geniali stratagemmi.
Bene, consegnamo dunque ai posteri la clamorosa impresa di Giovanni Ascione (manager di fama, scrittore raffinato e vigneron di successo), Franco Pallini (collaboratore del Gambero Rosso e colonna portante di WineNews) e Giuseppe Carrus (vice-curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso).

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