Bocomabuono | Maria Pia Castelli – Stella Flora 2009

bocomabuono è la rubrica dedicata alle piccole produzioni, diciamo entro le 15 mila bottiglie all’anno. Uno spazio dove racconto, a modo mio, i vini che cerco o quelli su cui inciampo. E che mi paiono meritevoli di essere conosciuti, bevuti e magari amati. Vini noti o da scoprire, realizzati con cura, figli di progetti originali che diventano altrettante storie da narrare. Dentro e fuori la bottiglia.

Maria Pia Castelli – Stella Flora 2009
Succede, nella storia personale come in quella col vino, di attraversare varie fasi, amicizie, compagnie, cotte passeggere e veri amori. A volte durano per sempre, altre passano rapidamente, in altri casi ancora ci si perde semplicemente di vista.
Ecco, a ben pensarci non c’è stato un vero motivo, un fatto, una ragione che mi ha portato lontano dai vini di Maria Pia Castelli*. Di certo niente e nessuno mi aveva fatto cambiare idea su di loro e sul progetto di questa piccola, originalissima azienda, con appena 8 ettari di vigna alle spalle di Monte Urano, nel piceno.
E allora perché? Non so che dire, se non che sono stato felice di incrociare di nuovo uno dei suoi vini, anzi quello che più di tutti mi aveva colpito in passato (forse insieme al rosato Sant’Isidoro, almeno di certe annate). Si chiama Stella Flora ed è un bianco – non bianco, di quelli che qualcuno chiama macerativi (macerati?), addirittura orange wines e chi più ne ha più ne metta. Per capirci, dei bianchi vinificati in rosso, con la tecnica della macerazione sulle bucce. Una pratica arcaica, a lungo desueta, e oggi invece di gran moda in certi ambienti, con tanti seguaci un po’ ovunque e una vera e propria scuola tra il carso friulano e quello sloveno.
Forse è per questo che non ti ho più cercata, Stella? Può darsi, anche perché dopo la fase iniziale della curiosità e dell’indagine, ho un po’ lasciato perdere questi vini gialli (a parte 3-4 casi), trovandoli sempre un po’ sfibrati, eccessivamente ossidativi (se non proprio ossidati), tannici e in molti casi amari. Insomma, tutto meno che piacevoli, tanto che la voglia di stapparne uno non arriva quasi mai.
L’esatto contrario di questa bottiglia di Stella Flora 2009, mix di pecorino, passerina, trebbiano e malvasia, figlia di una macerazione sulle bucce di due settimane almeno, ad alte temperature, e dell’affinamento in legno piccolo.
Un vino forte e allo stesso tempo delicato, magnifico nei profumi autunnali di foglie e terra bagnata, carico di frutta matura e confetti di mandorla. E poi? Nessuno dei difetti che imputo alla “categoria” si è presentato. Ricordo solo una bocca vellutata, carnosa, dolce e salata, progressiva e mai pesante, chiusa da una nota ammandorlata che non tradisce alcuna secchezza, né la seppur minima increspatura amara. Una meraviglia che sono felice di aver ritrovato. Non lasciamoci più, Stella!
Produttore: Maria Pia Castelli
Vino:  Stella Flora IGT Marche
Numero di bottiglie: 4.000 circa
Prezzo: € 20 – 22 al ristorante
PS: Grazie agli amici del Bar Osteria da Mario* per questa e per tante altre delizie

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