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Villaggio della Birra 2012

Ormai fa parte del mio personale calendario, almeno quanto Natale e Ferragosto.

Impossibile mancare l’appuntamento col Villaggio della Birra* di Bibbiano, un angolo di paradiso a due passi da Montalcino, capace di mettere fianco a fianco piccoli produttori belgi e italiani, in un clima di festa ad alto tasso di professionalità.
Basta poco per immergersi nell’atmosfera, altrettanto per inquadrare le variabili di un movimento che sta diventando importantissimo anche a casa nostra. Lo vedi dal numero e dalla qualità dei produttori, da nuove realtà che salgono alla ribalta con etichette più che centrate, capaci di interpretare stili e tendenze in maniera sempre più puntuale e precisa. Non sfigurando, tutt’altro, al cospetto delle birre del “Paese della birra”.
Tutto seguito, testato e annotato dall’amore sconfinato di appassionati che giungono da ogni dove. Singoli o gruppi, molti dei quali con le t-shirt delle associazioni più disparate, colorati e ben organizzati (applausi scroscianti agli “Homebrewers Sardi” che al solito devono sobbarcarsi la trasferta più impegnativa…).
A proposito di sardi, quest’anno io e il Carrus non ci siamo fatti mancare niente, sedendoci anche al tavolo del primo seminario tenuto da Kuaska*, uno dei massimi esperti di birra (soprattutto belga) al mondo che è sempre utile, oltre che estremamente divertente stare a sentire.
Tante le birre assaggiate alla degustazione guidata (otto in tutto), tra piccole delusioni (abbastanza incrompensibile la Balzello della Boelens), belle prove degli italiani (su tutte la nuova Saison con inoculo di brettanomyces del sempre più interessante Birrificio del Ducato*) e un paio di bottiglie da portare a casa e stappare con l’arrivo dell’autunno.
Tra queste la Charbonne di Dochter Van de Korenaar*: 7 gradi alcolici, più forte di una Dry Stout, realizzata con una parte di frumento affumicato su legno e pistilli di vaniglia che le conferiscono un tocco boisè, nonostante sia prodotta solo in acciaio, e una gradevole e mai prevaricante nota affumicata di camino spento, con delizioso retrogusto di caffè e liquirizia.
Foto: Villaggio della Birra

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