Le Macchiole | Pensavo fosse femmina


Sentivo parlare solo di lei. Affascinante e coraggiosa, gentile e tenace, con un sorriso dirompente. Eppure…

Qualche mese fa sono andato a visitare la sua azienda ma ad accogliermi e guidarmi in un bellissimo viaggio nel mondo del vino bolgherese è stato Massimo, suo fratello.

Agronomo, estremamente convinto di quello che l'azienda sta facendo. Circa venti ettari di curatissimi vigneti di merlot, syrah, cabernet franc e qualche altra varietà, coltivati con diversi sesti d'impianto a seconda delle necessità varietali e territoriali. Mi dice: “Adesso dobbiamo solo aspettare che invecchino sani per tirarne fuori uva straordinaria. Crediamo che, per quello che riguarda vitigni e sistemi di allevamento, le scelte fatte siano quelle giuste, sia per noi che per l’intero territorio di Bolgheri”.

Come dargli torto, visto il successo. Un'azienda precisa nella costruzione e dritta nella strada da seguire come solo una donna può imbastire. Qualche giorno fa vado al suo stand al Vinitaly e chi ti trovo? Gianluca, direttore commerciale, uno che conosce il mondo del vino come pochi, però non c'era lei. I suoi vini: il Paleo Rosso 2008 e il Messorio 2008 sono vini di grande classe, eleganti e soddisfacenti. Non sono il primo a dirlo e non  sarò nemmeno l’ultimo, ma a versarmeli non c'era lei.

Rassegnato, saluto ed esco. Mi fermo un attimo a bere un sorso di Champagne, poggio il bicchiere vuoto sul banco e mi  indietro per un ultimo sguardo. Adesso Cinzia è seduta sullo sgabello a raccontare i suoi vini e la sua vita con il suo leggendario sorriso . Adesso è al suo posto.

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