Scroll Top

K Factor


Uno dei miei hobby è quello di visitare cantine in Campania, la regione che m fa da casa da diciotto anni. Negli ultimi cinque ho avuto anche il piacere di portare piccoli gruppi di appassionati di vino americani in giro per le varie aziende della zona. Dopo tutto questo tempo si potrebbe pensare che sono ormai abituata a sentire  la domanda che sempre viene fatta alla fine di ogni tour.

Una domanda posta prima che un’amica sia pronta ad acquistare chissà quante bottiglie di vino. Un viso sorridente che guarda me per un consiglio e chiede: "Karen, quali sono i vini migliori? Che cosa dovrei comprare?"

Sì, è vero che da un anno e mezzo scrivo sui vini della Campania per il mio blog. Ho partecipato a numerose degustazioni di vino, ho visitato diversi vigneti, ho avuto diversi incontri con enologi e agronomi. Sì, è vero che sono più che a metà strada per diventare una sommelier… ma… una domanda di quel tipo, "quali vini sono i migliori?", credo, non ha una risposta. Almeno non per me.

Ho imparato molto tempo fa che ognuno di noi ha un modo di giudicare un vino. Il mio sistema è  vagamente basato sulla scheda Ais, diverse guide dei vini e qualcosa che mi piace chiamare il K Factor.

Il K Factor è qualcosa che ha senso solo per me, Karen. Si tratta di una combinazione di ricordi, memories, che ho conservato in un angolo della mia mente, in un file che archivia quasi tutti i vini che abbia mai provato. Si tratta di una combinazione di dati che può sembrare insignificante per molti, ma significa molto per me.

Insieme con i colori del vino mi ricordo dove ero, chi stava con me, quello che avevo addosso, quello che gli altri avevano addosso. Insieme agli aromi ricordo quale canzone suonava in radio durante il viaggio verso le vigne, il finale di una barzelletta, l'ora del giorno, il tempo. Insieme alla struttura dei vini, nella mia mente, ho informazioni dettagliate su cosa abbiamo mangiato quel giorno e dove. Se era durante l’estate, l'inverno, la primavera o in autunno. E con tutte queste informazioni i ricordi si formano. Alcuni buoni, altri cattivi. Ma sono ricordi lo stesso. I miei ricordi. Ricordi che fanno parte di questo ambiguo K Factor. Un K Factor che si aggiunge ad ogni bottiglia che è nel mio file mentale. Un K Factor che cambia continuamente. Un K Factor che non so spiegare, e poi non ho davvero voglia.

Quindi, tornando alla domanda che chiude uno dei miei ultimi tour in una cantina: "Karen, quali sono i vini migliori? Che cosa dovrei comprare?"

Io sospiro, guardo intorno gli scaffali. Scaffali di ricordi. Mi fermo, poi cammino verso una fila di bottiglie in un angolo. Prova questo Greco, è particolare, dico. Un vero esempio di territorio con la sua mineralità e i suoi aromi. Grande sapore, uno dei miei preferiti. Poi guardo mentre lei si prepara ad ordinare chissà quante bottiglie.

E penso. In più ha quel K Factor… Ricordo ancora il giorno che l'ho provato per la prima volta. Il tempo e il sorriso sul volto del mio amico che lo ha versato per me.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.