Finitaly

Se è vero che il mondo del vino si stava interrogando sul global warming, il Vinitaly 2011 ha dato parecchie risposte. Un caldo della madonna, per tagliare corto, i cui effetti sono sintetizzabili nei seguenti punti:

–    finalmente abbiamo potuto constatare i vari risvolti e le imprevedibili devianze del termine “temperatura ambiente”, che a dire il vero non ci aveva mai del tutto convinto. Alcuni vini hanno raggiunto gradazioni di guardia, facendo temere per la fusione del nocciolo. C’è tuttavia anche chi si è adattato aromatizzando i propri nettari con cannella, noce moscata e chiodi di garofano, senza dimenticare zucchero, limone e arance. Un toccasana molto gradito, soprattutto dai buyer nordeuropei che erano arrivati a Verona col raffreddore
–    le signorine che girano mezze nude per i padiglioni della fiera hanno finalmente potuto godere di un clima consono e rispettoso del loro imprescindibile ruolo
–    Di sera masse festanti hanno inondato le piazze e i vicoli del centro città e del lungo Adige, crando un clima da far invidia alla spiaggia di Copacabana. Pare inoltre che si sia battuto il record mondiale di spritz (con livelli mai raggiunti anche dalla più ardita versione col Campari)
–    Siamo tornati a casa con una tintarella da far invidia a Briatore, rendendo inutili le ingenti spese di chi, appena qualche settimana prima, aveva scelto la via della settimana bianca per raggiungere la giusta tonalità cromatica


A parte queste fondamentali considerazioni, è stato senz’altro il Vinitaly dei creativi. Stand e padiglioni hanno inequivocabilmente dimostrato quanto sia in forma il rinomato genio italico, e come Regioni, Province e Consorzi abbiano fatto delle scelte inoppugnabili, seguendo la strada maestra della qualità e non certo quella di subdoli e inconfessabili interessi.
Ecco alcuni esempi di inarrivabile originalità e precisione stilistica

Uno degli slogan più riusciti della manifestazione. Applausi all’ideatore, a chi altri sarebbe venuto in mente?

Ci saremmo aspettati un profilo meno basso. Perché limitarsi all’arte e non rivendicare invece i propri meriti anche in alteri settori, manifestando il ruolo determinante della ragione nei destini dell’umanità. Sensazionale poi è stata la scelta grafica: la mano della statua pompeiana con un bicchiere merita un plauso, oltre che un corso on-line di Photoshop

Noi, caro inventore di questa frase, te lo auguriamo di cuore…

Niente, continuiamo comunque a preferire il vecchio ma efficace Maremma maiala

Qui niente da dire, se non che i legali del nostro sito sono già al lavoro per scucire almeno qualche centesimo al progetto di comunicazione del Friulano (finanziato con circa 10 milioni di euro)

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