Il futuro di una volta e gli anolini dei Sibani

Mi sono imbattuto in un servizio alla televisione che raccontava la nascita delle soste ristoro in autostrada. Erano gli anni del boom economico, l’Italia cominciava a camminare e gli italiani a spostarsi in macchina, molti su quelle 500 che ne incarnavano sogni e aspirazioni (pensate, gli operai che le producevano avevano ancora un contratto nazionale e la pausa pranzo. Che roba contessa…).

Nasce allora l’esigenza e l’intuizione delle aree di servizio, cavalcata da imprenditori come Pavesi, Motta e Alemagna, ben presto capaci di diventare luoghi di incontro e socializzazione, oltre che di ristoro, tanto che alcuni decidevano di festeggiare lì il proprio matrimonio. Roba da non credere, se non fosse per le scene contemporanee di orde di bambini “atti a diventare obesi”  portati dai genitori da Mc Donald’s per il compleanno, il che mi pare anche peggio.
Quelle scene, i visi sorridenti e festosi degli automobilisti di una volta, la pasta tirata a mano da massaie uscite dalle case mezzadrili e catapultate in mezzo all’autostrada, quei piatti che parevano accettabili, se non gustosi, fanno a pugni con quello che succede oggi, quando si è costretti ad attraversare i labirinti degli scaffali di un Autogrill (o simili, s’intende) dopo aver addentato un panino di plastica, o qualche porcheria del genere.
Ma non voglio star qui a fare il benpensante, o peggio il viaggiatore borghese con puzza sotto il naso e tempo da perdere. Mi riempio anch’io di schifezze, come molti, e quando si ha fretta c’è poco da fare gli schizzinosi.

Se invece riesco a rubare un’oretta al viaggio, piuttosto che il mitico Camogli, prendo in mano una delle guide che meritano veramente di essere comprate e programmo il mio pranzo fuori dalla lingua d’asfalto. Quale guida? Non ditemi che non conoscete Fuoricasello e la sua indispensabile carrellata, su e giù per la penisola, delle migliori tavole a meno di 5 minuti dall’uscita delle varie autostrade!
Per dire, non so come, quando torno da qualsiasi angolo del nord, che lo voglia o no, mi trovo all’ora di pranzo nei pressi dell’uscita Fidenza (PR) e finisco al tavolo della Trattoria dei Sibani. E’ una sorta di legge temporale a cui non posso proprio sottrarmi.

Un posto semplice, premuroso e confortante, capace di anolini in brodo da lacrimuccia (è il piatto che vale la sosta). Dal menu, a memoria, oltre al culatello, il crudo di Parma e altri salumi della zona: tortelli di zucca, tagliatelle all’uovo con salame e parmigiano, lasagne al forno, trippa alla parmigiana e cotechino artigianale con purè (ma le cose cambiano a seconda della stagione) e la torta fritta (solo il mercoledì e la domenica sera).
Si beve il Gutturnio frizzante della casa (poco, siamo sempre in mezzo ad un viaggio in macchina!) e ci si scorda di essere a due passi dall’orrendo Outlet di Fidenza, che il viaggio è ancora lungo e che prima o poi il Tutor ci punirà.


Trattoria dei Sibani
Via Chiusa Ferranda 4,
Fidenza (PR) – seguire le indicazioni per Soragna
Tel. 0524 522492
Chiuso: Lunedì sera e martedì

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