Cantalupo. Lumache al via

Delle lumache di Cantalupo, della mia passione per il modo in cui le cucinano da quelle parti e della chiara superiorità rispetto alle versioni borgognone avevo già parlato. Accennando, a dire il vero, anche alla sagra di fine agosto dove il paese celebra le sue chiocciole.

Dunque questo è solo una specie di promemoria.
Ci siamo, insomma, dal prossimo 20 agosto, fino a domenica 29, le stradine di questo piccolo borgo nei pressi di Bevagna, esattamente al centro dell’Umbria, saranno come al solito affollatissime.
La sagra è un’istituzione che nasce addirittura nel ‘78. I piatti e le ricette provengono quasi tutte dalla tradizione povera e contadina (la lumaca è di casa nelle campagne della zona, particolarmente umide). Si trovano sotto il fieno tagliato, nelle cavità degli olivi, sulle viti o in mezzo a erba e verdure di ogni genere.
Ma la tradizione delle lumache a Cantalupo è ben più antica e si perde nella notte dei tempi. I ritrovamenti di resti di gusci in molti siti archeologici della zona sono un segno del suo storico consumo.
Le mie preferite sono quelle arrosto, condite con sale, pepe, erbe aromatiche e olio extravergine. Se volete saperlo le amo con una bella bottiglia di Champagne con tanto pinot nero.
Tra le versioni classiche ci sono poi quelle in umido, che i ricettari orali delle massaie fanno risalire almeno all’800. Più innovativo e recente, invece, è farne una zuppa con ceci e cipolle di Cannara. Che poi è a due passi e chiude il cerchio sulle bontà del territorio.

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