Elba. Un mare di dolcezza

Se penso all’Isola d’Elba la prima cosa che mi viene in mente non è la selvaggia spiaggia di Acquarilli (nel comune di Capoliveri), l’antipasto di crudo della Stella Marina a Portoferraio (eccellente) o le ville di Napoleone. No, no, niente di tutto questo.

Penso all’Elba e penso subito al suo miele  riscoperto nelle formidabili espressioni varietali dell’isola grazie  all’apicoltura dell’azienda agricola Ballini che all’Elba, all’interno del parco nazionale dell’arcipelago toscano, produce miele dalla metà degli anni settanta.
Per Roberto Ballini il passaggio dalla bicicletta (ciclista professionista degli anni 70) al miele fu come un colpo di fulmine (ma dolce). Il mio innamoramento per il miele ed il mondo delle api è cosa un po’ più recente, grazie a qualche chiacchierata con amici apicoltori e ad alcune interessanti letture: una tra queste è stata sicuramente Il Ronzio delle Api di Jurgen Tautz dove l’autore non fa che ribadire che la  perfetta organizzazione di una comunità è frutto non del singolo ma dell’intelligenza di sciame.
Passando dalla teoria alla pratica, dopo vari anni di miele di castagno o millefiori, all’Elba ho scoperto la delicatezza del miele al rosmarino (una rarità), la freschezza di quello alla lavanda o le note talvolta leggermente piccanti del miele al cardo, tutti provenienti dalle varie postazioni isolane.
Il minuscolo punto vendita che la famiglia Ballini ha a Cavo (a pochi km da Rio Marina) è un concentrato di dolcezza. Nei miei passaggi sull’isola tra fine maggio ed ottobre,  “la bottega del miele” è  divenuta una tappa fissa. L’ultima bella sorpresa, almeno per me, è stato il miele di Gariga, prodotto con varie tipologie di macchia mediterranea della zona del Volterraio, lungo il percorso che si inerpica da Portoferraio a Rio nell’Elba, uno dei panorami più belli dell’Isola.  Un miele accattivante che in bocca ricorda un po’ la liquirizia e ha vari sentori mentolati.
Che dire,  vista la varietà e la bellezza di quest’isola, se fossi un ape o meglio un ape regina decisamente vorrei abitare all’Elba, chiedendo alla famiglia Ballini di ospitarmi in una delle sue arnie.

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