Critica la critica

Nel fine settimana ho visitato la mostra di un giovane artista, Simone Chiorri, che mi ha colpito, come da tempo non mi capitava, per identità e originalità espressiva.

Praticamente autodidatta, fuori dagli schemi e le mode dell’arte contemporanea di cui fa parte, Chiorri inizia il suo percorso con i graffiti e le bombolette spray, quindi si sposta sui colori acrilici, incrociando i tratti stilistici con molteplici materiali, con cui entra in una specie di simbiosi: dalla plastica al pvc, dal legno alla ceramica.
L’inaugurazione della mostra, che si intitola “OGM”, è stata preceduta dalle solite chiacchiere tra cui quelle, chiamiamole interpretative, di un critico che ha cercato di inquadrare stilisticamente l’autore, individuando le differenze e la vicinanza ad altri celebri artisti (tra gli altri Pollock, Kline e Basquiat), e dando voce alle opere, fin quasi a volerne svelare le più intime volontà espressive.
Mentre ascoltavo quelle parole mi è tornata in mente una vecchia frase di Ringo, letta nel mitico libretto delle canzoni dei Beatles curato da Alan Aldridge, capace di alcuni disegni fantastici (sia in senso lato che letterale) ispirati ai testi dei Fab Four: “vi ricordate quando tutti cominciarono ad analizzare le canzoni dei Beatles? Ebbene, non sono mai riuscito a capire come facessero a trovarci certe cose”.
Ora, non voglio qui riprendere il noiosissimo tema della degustazione soggettiva o oggettiva, né tantomeno asserire che la descrizione di un vino sia solo frutto della fantasia di chi la fa. Però, forse sarete d’accordo con me, spesso si leggono interpretazioni un tantino ardite sulle volontà di un certo produttore, capace di comunicare chissà quale messaggio col suo vino. Per non dire di una sorta di carattere animista attribuito ai vini stessi.
E allora quel rosso è chiaramente sbilanciato su certe posizioni, visti i suoi tannini incisivi e quel profumo di sottofondo che, dopo l’attesa iniziale, vuol certo svelarci la sua idea del mondo…

“Questa è curiosa. Con l’aria di chi la sa lunga, la gente si fece avanti e disse: bene, abbiamo capito, LSD”. Era appunto il periodo in cui i giornali parlavano dell’LSD, ma noi non ci avevamo pensato. In realtà era successo che Julian, il figlio di Jhon, aveva fatto un disegno a scuola e l’aveva portato a casa. Julian ha una compagna che si chima Lucy. Jhon gli chiese: “Cos’è questo?” E lui rispose: “Lucy nel cielo con i diamanti”. Paul McCartney

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