Una pasta tutta d'oro

Invitato da un paio di amici, ho fatto un salto a Foligno per I Primi d’Italia, evento piuttosto frequentato che cerca di declinare, tra improbabili bancarelle prese d’assalto da fameliche orde e angoli con grandi artigiani, produzioni d’eccellenza e primissime firme della cucina, il tema dei primi piatti e della pasta in particolare.

Gira e rigira sono finito nello splendido chiostro di San Giacomo, per un appuntamento che si è rivelato divertentissimo, amichevole e informale ma di gran livello, accompagnato da alcune prelibatezze firmate dallo staff di Massimiliano Alajmo e bagnato da svariate bottiglie di Champagne Krug.
Che c’entra con la pasta? C’entra, c’entra… Perche l’evento era organizzato da Verrigni, antichissimo pastificio abruzzese che sta trovando in questi ultimi anni un nuovo, decisivo slancio. Proprio da quando le redini dell’azienda sono in mano a Gaetano Verrigni, simpaticissimo bon vivant con una cantina da sogno (tra cui le migliori bollicine del mondo, tanto che, pare, sia tra i clienti top della celebre maison di Reims…), e dalla dinamica moglie Francesca.
Che il pastificio rosetano sia destinato ad un futuro luminoso lo si capisce subito: legame con la più intima tradizione, come la tecnica del preincarto (essiccazione lenta, a bassa temperatura, per fasi e in continuo movimento), abbandonata da molti, e nuovi slanci che riguardano il marchio, i formati, il packaging e la distribuzione.
E soprattutto la pasta trafilata all’oro (la trafila è stata realizzata con la consulenza di amico orefice!). Che detta così sembra una sparata anni ’80 e che invece, indaga indaga, scava scava, è un’intuizione piuttosto interessante. Oltre che unica al mondo.
L’idea è quella di sperimentare una lega ancor più nobile del bronzo, i risultati paiono confermare che l’impasto risulta meno “stressato”, più ruvido e dolce, aromaticamente diverso.
Qualche considerazione di Alajmo, tra i più convinti sostenitori di questa pasta:

“In linea generale ho notato una differenza di intensità olfattiva, cromatica e gustativa. Credo che la differenza sia dettata da una maggior freschezza dell’impasto”

Risultato a cotto: maggior assorbimento e rigonfiamento con 40 secondi in più di cottura; più scivolosa/liscia in bocca; più intensa di grano e di vaniglia con una presenza dolce interessante

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