Porchettiamo?

Appuntamento imperdibile venerdi prossimo (31 luglio) per gli amanti del cibo di strada, da fiera, da mercato. Quello capace realmente di raccontare un territorio, una comunità, un paese.

Che sa unire la storia ad un mestiere, i sapori antichi all’attualità, che non si vergogna di stare in mezzo alla gente, che sfida le convenzioni, il bon ton, il caldo, i dietologo, il colesterolo e la prova costume.
Un cibo quotidiano e popolare come la porchetta, pardon le porchette, vere protagoniste di una gustosa iniziativa che farà rotolare di gioia le papille a Gualdo Cattaneo (17 chilometri da Foligno, 50 da Perugia, 152 da Roma e 187 da Firenze).
Sarà l’occasione buona per raccontare, approfondire e gustare le diverse porchette d’Italia, attraversando regioni, territori e stili, uniti da una profonda radice comune ma anche distinti da tante piccole e grandi differenze stilistiche, sia tecniche che nell’uso di spezie ed ingredienti.
Ecco l’untuoso programma
Sala Baraffa – ore 17,30

Tavola Rotonda: Porchetta o porchette? Storia, tradizioni e curiosità delle porchette d’Italia. Fra identità comuni e tratti distintivi. Parteciperanno al dibattito Alex Revelli Sorini, noto giornalista enogastronomico e volto tv, esperto di cucina storica e cibo di strada,  Ivo Picchiarelli, il piùmegafantasmagorico conoscitore del maiale sulla faccia della galassia, e il sottoscritto.
Chiostro della Rocca – ore 19
Dalla teoria alla pratica con la degustazione guidata Pepe, finocchio o chiodi di garofano? Una straordinaria carrellata delle diverse porchette d’Italia: da Ariccia alle Marche, dall’Abruzzo alla Toscana, fino ovviamente all’Umbria, in abbinamento ragionato ai migliori vini del territorio
Oltre a questo, inoltre, le vie del borgo e la piazza di Gualdo Cattaneo saranno animate da degustazioni libere, durante tutto il pomeriggio e la sera, delle migliori porchette della zona
E una piccola anticipazione del mitico Picchiarelli…
Il porco era per tradizione l’animale ucciso in inverno e salato per essere consumato in un anno.
“Se vuoi star bene un anno ammazza un porco”, diceva un antico proverbio. La porchetta, invece, è cotta in estate per il banchetto di un giorno, quello della festa. Il primo è maschile, come l’anno. La seconda è femminile come Maia e Cerere, le dee del diventar maggiore e della crescita alle quali nell’Antichità era offerta. In Umbria e nelle Marche, già nel ‘600, ci si assicurava che nelle città la porchetta arrosto fosse sempre disponibile per festeggiare la domenica. Ecco perché al culmine dell’estate, il 31 luglio, cerchiamo di verificare a Gualdo Cattaneo, città posta nella zona centrale della tradizione umbra del farla,  qual è lo stato dell’arte della porchetta, ovvero delle porchette, dai gusti e sapori diversi, fatte in Umbria, Marche, Toscana, Lazio e Abruzzo, patrie di questa tradizione italiana antichissima.

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