
Inverno gelido, estate torrida, autunno Mastelliano, l’annata 2012 in Italia ha generato quasi dappertutto rossi schizofrenici e sostanzialmente irrisolti a distanza di quasi tre lustri. Da una parte tanto aperti e (sur)maturi, se non del tutto sfibrati e spenti nel frutto; dall’altra concavi, vetrosi, inchiodati, decisamente poco armonici e piacevoli.
Tra le non tantissime eccezioni, il Brunello Riserva 2012 della famiglia Fattoi: già all’uscita attizzava per la viscerale golosità che caratterizza le versioni più riuscite di questo Sangiovese Grosso artigiano e oggi lo ritroviamo solo più stratificato, saporito, disteso. Santa Restituta, ora pro nobis.
[cercando di tenere fede ai propositi per il futuro: non sottovalutare le conseguenze di una bottiglia veramente buona]

