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[Dai Social] Pietracupa | Alleria 2022


Parafrasando l’allenatore Massimiliano Allegri, «il vino è una cosa semplice»: tendenzialmente chi beve vino buono, fa vino buono e chi fa vino buono, tendenzialmente lo fa buono di ogni colore e tipologia. Dunque, Mister Allegri apprezza sicuramente Sabino Loffredo alias Pietracupa.

Da molti considerato uno dei più bravi produttori bianchisti di Irpinia, Campania, Italia ed Europa, grazie a Fiano e Greco letteralmente tridimensionali per densità, energia e sapore, nel tempo è diventato sempre più anche uno dei migliori produttori di vini rossi da Aglianico. Specialmente dopo l’acquisto (anno 2008) della vigna da cui proviene il Taurasi (località Campoceraso di Torre le Nocelle, sul confine con Venticano, settore nord-ovest della denominazione – Riva sinistra del fiume Calore). Non solo strabuoni (in particolare i 2008, 2010, 2013, 2015 e 2017, in attesa di quelli in affinamento), ma tra i pochissimi che, anche da giovani, non ti fanno sentire stupido nell’evocare parole come “eleganza”.

Evidentemente però ciò non gli bastava e da una decina d’anni ha deciso di mettersi a giocare pure col Pinot Nero, piantato sempre a Montefredane. Sconsigliato da tanti (me compreso), convinti che ne potesse venir fuori al massimo un freak. Invece ci sbagliavamo noi. Pronti-via, un vino (si chiama Allerìa) che non ha ovviamente senso paragonare ad altri di zone lontane (e men che meno agli omologhi borgognoni), ma che riesce ugualmente a generare una sorta di stupefacente wormhole.

Massimamente questo 2022 da poco imbottigliato, là dove il 2019 è decisamente più selvaggio (quasi casentinese-mugellano, giusto per contraddirsi subito e pazziare con le suggestioni) e il 2021 più quadrato, con un mezzo accento teutonico. Qui è il frutto – polposo, grondante, tipo piatto di Denethor – ad essere delegato alla performance da anchorman vocalist, aggraziata e passionale insieme.
E soprattutto, più di tutti questi vaneggiamenti, una versione che riporta di corsa all’Allegri-pensiero: «il vino è una cosa semplice» e tendenzialmente chi lo fa buono, lo fa buono (quasi) sempre.

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