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[Dai Social] Pica | Tempere 2006


Chissà quanti ce ne sono là fuori, di vini così: misconosciuti, normalizzati, non indicizzati, fuori dai radar per mille motivi, eppure capaci di regalare concreto gustoso e pimpante benessere, esattamente come quelli conosciuti, straordinarizzati, ideali per storie e narrazioni.

Figuriamoci poi quando ci sono di mezzo territori che di fatto nemmeno esistono per il vino, come il Vallo di Diano: la periferia della periferia di una Campania soltanto immaginata dai viadotti della Salerno-Reggio, che non è più Cilento, non è ancora Basilicata e poi Calabria e poi boh.

Invece l’Aglianico esiste e per l’ennesima volta si diverte a resettare quanto detto e soprattutto pensato solo cinque minuti prima. Chissà quanti ce ne sono là fuori, di vitigni così: refrattari a qualsiasi vademecum maneggiatorio, come quegli animali che non si fanno mai acchiappare, addestrare, carezzare, ma restano comunque nei paraggi, ad osservare, vegliare e farti compagnia.

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