Scroll Top

[Dai Social] Clos Rougeard | Saumur-Champigny 2014


Certi vini fanno notizia solo se sono (o sembrano) inferiori alle aspettative. E non è giusto, perché non dovrebbe esserci nulla di scontato, quando ci sono di mezzo cose così esposte alle intemperie climatiche e umane, come grappoli e succhi d’uva: anche se a volte ci piace crederlo, blasone e prezzi non garantiscono le ciambelle col buco.

La notizia qui non c’è, dunque, secondo questa logica. Ma viene lo stesso una voglia irrefrenabile di parlarne e condividere la somma di due gioie che moltiplicano il piacere di un vino – doverosamente, direbbe qualcuno – strabuono.

Uno: l’ulteriore granitica conferma della grandezza dei 2014 chez Clos Rougeard e il sorriso automatico legato al pensiero dell’ultima o penultima annata, non ricordo, interamente firmata da Nady Foucault. Come vincere un oro olimpico all’ultima gara della carriera, come un ace di Roger sul match point a Wimbledon 2019 (sarebbe cambiata la storia dell’Occidente, per inciso): impossibile chiudere meglio.

Due: la meraviglia aggiuntiva di un’annata e versione che azzera qualsiasi memoria di congenita algidità del cabernet franc di Loira – sezione Saumurois – accendendone l’anima più viscerale, carnascialesca, compulsiva, geospaziale, marittima, cozia e graia.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.