Scroll Top

[Dai Social] Luigi Tecce | Verticale Taurasi


Se l’Aglianico di Taurasi, in qualche modo, nonostante tutto, resiste alle sue spirali identitarie e commerciali, una parte del merito è sicuramente anche di Luigi Tecce e dell’attenzione che ha saputo catalizzare ed alimentare presso un certo pubblico di bevitori, con la sua personalissima avventura produttiva.

Vent’anni di attività “ufficiale” da poco compiuti, festeggiati a Paternopoli con una di quelle giornate speciali a oltranza che Luigi ci regala tipo zio d’America e per le quali non lo ringrazieremo mai abbastanza. E si, valeva decisamente la pena ritagliarsi quantomeno un coffee break: almeno il tempo della iper verticale conviviale condivisa con tanti amici al Megaron da Valentina e Giovanni.

Un vino per ogni annata dalla 2003 ad oggi (più vari jolly), con il Poliphemo a fare da principale attore protagonista, sia nella originaria veste di Taurasi sia in quella più recente di Campania Aglianico IGT. E una linea di demarcazione piuttosto chiara che emerge tra quelli del primo e secondo decennio: cambiamenti di morfologie, volumi e cromatismi, più che di stile o pensiero in senso stretto.

Tra le versioni giovani, anzi giovanissime, si intuiscono trame promettenti soprattutto nel 2015 e nel 2018. Dopo di che, testa, viscere e cuore continuano a sbarellare ogni volta che si capita nei paraggi di quel magnificente pokerissimo, quasi filotto, disegnato da 2005, 2006, 2007, 2008 e 2010: non c’è modo di schiodarli dalla hall of fame del Taurasi contemporaneo.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.