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L'estate in un dessert

Il mio pomeriggio stava volgendo al termine. Il mio lungo pranzo alla Taverna del Capitano, a Marina del Cantone, era quasi finito.

L’ultimo godimento, una melenzana al cioccolato dello chef Alfonso Caputo come dessert. Stupefacente.

La piccola pasticceria sul tavolo il segno inequivocabile dell’imminente arrivo del caffè. Ma non solo. Anche una specie di richiamo, un campanellino che mi invitava a dirigermi verso la cucina per una bella chiacchierata con lo chef. Avevo proprio voglia di fargli qualche domanda, oltre che i doverosi complimenti.

Quale ricotta preferisci? Buona la pasta con i ricci di mare. Sai che mi sono piaciuti molto i gamberetti di Crapolla? Il risotto alla pescatora era il top. Complimenti, complimenti davvero…

Sì, il pranzo era finito. Dopo qualche minuto lo chef si fa silenzioso. Era stanco? Provato dalla lunga stagione? O piuttosto dalle mie domande assillanti?

Niente di tutto questo. "Karen", mi fa. "C’è  un altro dolce che mi piacerebbe tu provassi". Cercando di non sembrare troppo eccitata, mi dirigo svelta al mio tavolo, vicino alla finestra. Che cosa sarebbe uscito dalla cucina?

Arriva un piatto che è un inno all’estate e ai ricordi d'infanzia legati a questa stagione meravigliosa. Un’estate in rosa, bianco e arancio. Un piatto di zucchero filato. Morbido e dolce. Pesche fresche con semifreddo di pesca e ghiacciolo.

Un concentrato di emozioni e di ricordi, tutti legati all'estate. Un valzer di ruote panoramiche, autoscooter, fuochi d'artificio, lucciole e sfilate.

Un estate in un piatto. Dolce, divertente, capace di trascinare lontano.

Stavolta il lungo pranzo era finito davvero. Mi alzo e torno solo un istante in cucina per i saluti. Non si sa mai…

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