Amour Saumur

La comprensione dell’Universo Vino passa attraverso un sacco di tappe. Alcune programmabili, modulari, per certi versi propedeutiche e tutto sommato codificate;

altre invece  estemporanee, quasi impossibili da prevedere e per questo sorprendenti, capaci di aprire nuove finestre di ragionamento e introdurre scoperte di mondi sconosciuti.
Appartiene alla seconda categoria il mio incontro con Clos Rougeard, arrivato assolutamente per caso una sera di diversi anni fa (favorito da un oste di rara competenza e sensibilità) e da allora mio vino di riferimento nello scacchiere planetario, tassello indispensabile per una mappatura esaustiva e tendenzialmente completa dei grandi vini del mondo.
L’ingresso dalla porta principale e nobile ai Saumorois della Loira, fucina di bianchi secchi a base chenin e rossi originali figli del cabernet franc. Che, appunto, raggiunge vette sopraffine e inarrivabili nell’interpretazione della famiglia Foucault, proprietaria da oltre quarant’anni di Clos Rougeard, azienda condotta da sempre in modo naturale e oggi certificata biodinamica.
Le parcelle allevate a cabernet franc poggiano su suoli diversi tra loro, capaci di conferire maturità e struttura tannica a Les Poyeux (suoli tendenzialmente sabbiosi e argillosi) e un’inarrivabile eleganza a Le Bourg (terreni calcarei). Vini magnifici, a loro agio con i lunghi affinamenti in bottiglia e ad altissimo tasso di originalità (ma per questo è meglio chiedere a due zozzoni campani che si sono fatti le verticali complete di entrambi, direttamente in cantina. Li possino…).
Potevo dunque perdere il laboratorio su Saumur e Saumur – Champigny organizzato al Salone del Gusto? Manco per niente…
Alcuni dei vini assaggiati:
– Sebastien Bobinet, Saumur – Champigny Ruben 2011
Naso giovanile e maturo con bei tocchi di anice, cenere e menta secca, trova anche una certa complessità nel bicchiere. La bocca è però piuttosto facile, non proprio profondissima. 82/100
– Guiberteau, Saumur 2008
I profumi offrono sensazioni scure di oliva nera e un marcato tocco erbaceo di edera. Un vino più cupo del precedente, con una maggiore densità e completezza. Finale che ricorda il profumo del camino spento. 83/100
– Domaine des Roches Neuves,  Saumur – Champigny 2011
Tra le realtà più apprezzate della zona e si sente. Da vigne a piede franco, un rosso ancora vinoso e delicatamente floreale ma di sicuro avvenire. Lo spettro aromatico si completa con sensazioni di ortica, frutti di bosco e cenere mentre il sorso è verticale, ancora duro, di grande progressione e acidità. 85/100

– Domaine du Collier, Saumur Rouge La Ripaille 2007

E’ la cantina personale di Antoine Foucault e diciamo che cotanto pedigree non passa inosservato nel bicchiere. Un vino di carattere e classe, finezza ed eleganza, capace di allargarsi in bocca mentre molti altri vini della zona si stringono e chiudono crudi (il vero limite!). La bocca è durissima e verticale, i profumi sono fumè, più speziati che erbacei. 87/100
– Clos Rougeard, Saumur – Champigny Le Bourg 2008
Un altro passo, c’è poco da fare. Un vino che evolve nel bicchiere in maniera stupefacente: parte ridotto e timido, con sensazioni di pneumatico bruciato e note ematiche, arriva brillante e caleidoscopico, regalando note speziate finissime di sandalo e cumino, decisamente borgognone, e un palato perfetto sul piano tannico, oltre che del bilanciamento tra le componenti dolci e quelle acide. Meraviglioso. 92/100
– Clos Rougeard, Saumur – Champigny Le Poyeux 2005
L’annata super-mega-wow non compensa il divario tra i due cru, che per il sottoscritto resta inequivocabile. Un grandissimo vino, certo, ma anche una componente materica e una maturità aromatica (frutta nera, cacao, lievi sensazioni eteree) che toglie qualcosa in termini di fascino e finezza. A dispetto di questo la bocca è comunque reattiva, veloce, acida, marcatamente tannica. 89/100

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