Facce da Foodies

In ossequioso rispetto della celebre frase, o meglio del suo senso più intimo, che il mitico Gianfranco Funari utilizzò per manifestare la sua riluttanza nel guardare la televisione (che “è come la cacca, si fa ma non si guarda”) mi sono tenuto alla larga da guide e guidette, uscite alla spicciolata come di consueto in questo periodo.

Fino ad oggi, visto che non voglio sottrarmi ad un mini racconto della presentazione di Foodies 2012, alla sua seconda edizione e già tra le più gradite pubblicazioni Gamberesche.
Di che si tratta? Chi l’ha pensata parla di “una guida non-guida, fuori dagli schemi e avulsa da voti o classifiche”. Una selezione seria, questo si, dei migliori indirizzi che ogni buongustaio in giro per l’Italia dovrebbe conoscere: dai negozi di specialità alimentari ai chioschi dello street food, dai wine bar alle paninoteche più originali, dai caffè ai luoghi per aperitivi e dopocena, fino a trattorie e ristoranti.

Focaccia con burrata, cipolle di Tropea, lavanda, olio extravergine Valentini
Una strana pubblicazione, che mette insieme esperienze cariche di passione e cultura (non solo materiale), “dal mago del pane naturale ai cuochi più geniali e divertenti, dai mercati più ghiotti alle botteghe più sfiziose, dalla signora che raccoglie erbe selvatiche agli artefici del cibo di strada più autentico”. Tutti all’interno del loro itinerario geografico.
Giusto qualche segnalazione, tra chi ha meritato un riconoscimento in guida. Come il ristorante Consorzio di Torino, la pizzeria Percorsi di Gusto a L’Aquila (che dal terremoto lavora in condizioni di emergenza e resiste stoicamente), dal Reale di Niko Romito a Timpani e Tempura a Napoli. Per la categoria “comprare” meritano la citazione Vulgaia (Fobello VC), Il Feudo (Zocca MO), Food on the Road (Roma), Pasticceria Russo (Santa Veneria CT).
Tra le mie conoscenze personali, infine, mi piace salutare gli ingressi in guida di Ivan Pizzoni di Foligno (forno Pizzoni, Panis et Vinum), dell’Alberata della famiglia Andreani (Collazzone PG) che si è inventata la banca del lievito madre, della macelleria Tagliavento di Bevagna; così come i successi della birreria Ottavonano (Atripalda AV), dell’Osteria del Gran Fritto (Milano Marittima RA), di Amerigo (Savigno BO), della gelateria Carapina (Firenze).
Ma ce ne sono tanti altri che rendono la guida azzeccata, utile, meritevole dei 14,90 euri necessari per averla sempre dietro.

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