Estate/2


Un invito per una pizza, d’estate. Così facciamo a Napoli. L’amico Maurizio Cortese (Gazzetta Gastronomica) mi chiede di passare qualche ora di un pomeriggio caldissimo, pieno di sole, in uno dei giardini più famosi del mondo: quello del ristorante Don Alfonso 1890.

“Ma si, dai, ci facciamo due pizze, beviamo un po’ di vino… Che ne pensi?”

Che ne penso? Un invito cosi rende accettabile persino l’idea delle due ore di traffico della costiera sorrentina, quelle che devi affrontare per guadagnarti un piccolo angolo di paradiso.

Non c’è fila che tenga, la possibilità di assaggiare le pizze del maestro Franco Pepe, quello dell’Antica Pizzeria Pepe di Caiazzo, abbatte ogni ostacolo. Del resto stiamo parlando di un locale che dal 1930 fa l’impasto a mano tutti i giorni, capace di una pizza leggerissima, cotta alla perfezione nel forno a legna, riscaldato alla giusta temperatura.

E poi avrò l’opportunità di provare il sugo fatto con i pomodori dal il giardino Le Peracciole, l’agriturismo della famiglia Iaccarino. Pomodorini raccolti direttamente dallo chef Alfonso in persona. E il suo basilico, il suo olio d’oliva, i toppings d’autore, roba come i salumi di maiale nero casertano, il conciato romano (portato dalla famiglia Lombardi de Le Campestre).

Magari potrò anche sperimentare, come la mia amica Elisia Menduni, che ha preso una manciata di fichi raccolti da Iaccarino e li ha messi su una pizza bianca appena sfornata, aggiungendo solo una grattugiata di conciato romano. Un gesto artistico.

E bere qualche vino scelto per l’occasione dalla cantina storica di Don Alfonso.  Chiacchierare con lo chef e i suoi figli, Ernesto e Mario, con Franco Pepe e tanti amici che, come me, avranno voglia di assaggiare un po’ d’estate in una pizza.

E io che devo portare? Ho chiesto. “La macchina fotografica….”.


Pizza con fichi e conciato romano


Pizza con maiale nero casertano


Franco Pepe

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