11 motivi per cui sono contento di essere ancora cittadino romano

Ogni volta che incappo in una nuova conoscenza e apro bocca arriva puntuale la domanda fatale: “sardo, vero?”.

Il quesito non ha bisogno di risposte, ma se pure volessi argomentare sono subito zittito da frasi del tipo “Ma che ci fai qui? Perchè non vivi sull’isola?”. In effetti tante volte me lo chiedo anch’io… La frenesia di Roma inizia a pesarmi un po’ anche se ci sono diverse cose per cui, almeno per ora, è difficile pensare di lasciare la capitale.
Ovviamente parlo di cose fontamentali, vitali per l’esistenza, cose su cui baso la mia importante quotidianità. Ne ho catalogate 11, come una formazione di calcio, e voglio proporvele. Non hanno un ordine di importanza anche perché, rimanendo in tema calcistico, un portiere è fondamentale ne più ne meno di un attaccante…

1 La pizza
Pochi dubbi. Sforno, La Gatta Mangiona, e la neonata Tonda (recentissima apertura in quel di Montesacro) rappresentano per me una vera istituzione della pizza. Impasto, lievitazione e condimenti sono quanto di più buono ci possa essere. Non me ne vogliano gli amici di Napoli. Con la Tonda partenopea non c’è partita.

2 La birra
Quando i birrasboroni erano ancora pochi, io ero li a tracannare pinte al Ma che siete venuti a fa’,  localino trasteverino specializzato nella spillatura di ottime birre che provengono da tutto il mondo. È un po’ il mio The Rake in salsa romana e il suo titolare Manuele Colonna mi ha insegnato davvero tanto in materia brassicola. Lo amo in particolare d’inverno semplicemente perché hanno la possibilità di mescere birre inglesi spillate a pompa.
3 La Guinness
Chi mi conosce sa quanto amo la nera di Dublino (i birrasboroni di cui sopra inizino pure a commentare…). A Roma c’è quello che io chiamo il trifoglio d’Irlanda: tre irish pub piccoli e autentici, aperti nei primi anni ’80 e ancora oggi gestiti da irlandesi. Trifoglio in quanto vicini tra loro nel quartiere Monti, quasi a creare un triangolo: Fiddler’s Elbow, Druid’s Den e Finnegan. Difficile parlare in italiano, vedere una partita di serie A o trovare nei tavoli bicchieri pieni di Coca cola. Qui siamo Oltremanica.
4 Champagne e carne cruda
Entrate, ordinate al banco la vostra tartare che viene battuta al coltello davanti ai vostri occhi e pensate a che bicchiere di Champagne abbinarla. La lavagna vi aiuterà. Quello sarà il vostro aperitivo che precederà la scelta delle svariate bottiglie in uno dei wine bar più accoglienti di Roma: Remigio.
5 Il ristorante
Non vi parlerò del suo cibo o della sua cucina. Guide stellari o forchettate lo sanno fare meglio di me. La mia passione per il Glass, ristorante che trovate nel cuore di Trastevere, parte dai suoi titolari Fabio e Silvia. Poi c’è Cristina  che dirige la cucina. Sono delle persone vere, rispettose del lavoro dei loro dipendenti e gestori impeccabili del locale. Ci ho lavorato per diversi mesi e ogni volta che ci torno mi sento uno di loro anche se sto dall’altra parte. Prima, come collega, mi divertivo a lavorare, ora come cliente son contento ancor di più di assaggiare i piatti che escono da una delle cucine più personali di Roma.
6 La bottiglieria
Del Goccetto mi piace il nome, il posto, la targa Vini e Olio e la selezione di bottiglie. L’unica cosa che non mi piace è l’hangover della mattina dopo. Tutte le volte che ci sono andato l’ho fatto per l’aperitivo, ma sono andato via ben l’oltre l’orario di fine cena. Tornando a casa mi ha sempre fatto male il gomito, soprattutto quando ci ho incontrato il mio maestro di bevute Daniele Cernilli…
7 Il gelato
E’ vero, la vicinanza con l’ufficio gli fa acquistare parecchi punti, però andrei a mangiare il gelato di Mela e Cannella anche se si trovasse dall’altra parte della città. Molti dicono che la frutta fresca stagionale è irresistibile, ma io non riesco mai a fare a meno di Pistacchio e Zabaione (caschi il mondo li prendo sempre)
8 Il cheesecake
Tra birre e dolci non vorrei passare troppo per esterofilo, sta di fatto che il cheesecake mi fa andare fuori di testa. Per mesi ho goduto di quella deliziosa della mia amica Luciana Squadrilli che se la giocava testa a testa con quella di un’altra amica, Sara Bonamini. Non potendo scroccare a oltranza dovevo trovare una pasticceria specializzata in questo. Ho scoperto Dolce, un vero angolo americano a Roma e non solo per il cheesecake…
9 Whisky
Sono costretto a tornare in un pub per trovare la più grande selezione che ho mai visto del distillato scozzese. Le Bon Bock è un vero tempio del whisky, grazie a una carta che dispone di più di 400 etichette. Ma se siete amanti delle Ales scozzesi (magari abbinate a piatti tipici), il posto fa comunque al caso vostro. L’haggis per esempio? Assolutamente sì!
10 Il giapponese
Dovete entrare in un piccolo vialetto nel quartiere San Lorenzo per raggiungere Sushi Ko. La porta è sempre chiusa. E’ un circolo, suonate e vi apriranno. L’ideale è prenotare visto che il locale è piccolo e, a parte il bancone di preparazione del sushi, ci sono pochi tavoli dove potersi sedere. Però ne vale veramente la pena. Io, dopo averlo9 conosciuto, difficilmente vado in altri giapponesi. Almeno nella capitale.
11 La colazione
Ho conosciuto Cristalli di Zucchero con il profiterol. Non andavo matto per questo dolce, poi ho provato quello proposto dalla pasticceria di Monteverde. Irresistibile. Come sono irresistibili tutti i dolci prodotti. La cosa per cui vedo matto però, è forse la più semplice. Cornetti golosi, freschi, ben lievitati, al burro. Fate colazione con loro e la giornata inizierà sicuramente meglio…

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