Se anche Mc Donald's fa quello buono, pulito e giusto

Ci sono Jeans che costano centinaia di euro e non ce ne stupiamo più. Ci sono i voli low cost sui quali salgono a frotte signore con borse da mercato del lusso.

Convive tutto con il contrario di tutto e i nostri percorsi sono cambiati. Le vecchie e rassicuranti categorie sono insufficienti. A guardare il mondo con una certa apertura mentale si capisce che tanti dei vecchi codici sono saltati e che il linguaggio è diventato versatile, capace addirittura di ribaltare le situazioni in pochissimo tempo.
Sembrano dei corto circuiti, forse lavorano collegando stereotipi (anche barcollanti) che sono già lì belli e pronti. Una sorta di parassitismo della comunicazione. Sono rimasto senza parole davanti ad uno stand di Mc Donald’s al Cius Tour di Parma che sembrava la bottega di un artigiano “buono, pulito e giusto”.
Che bravi, ho pensato. Sembrano un’altra cosa. E tutti quei prodotti DOP appesi in fila mi sono sembrati tanti piccoli cavalli di troia. Era una comunicazione già fatta e loro ne hanno approfittato. Svelti ed efficaci, qualche sigla e sembrano un’altra cosa.
Siamo indifesi a volte, non c’è che dire. Davvero indifesi. E un po’ creduloni, dai ammettiamolo. Sono andato a casa pensando che ci può aiutare solo un rapporto diretto con chi produce il cibo. Non è che dobbiamo cambiare il mondo, ma pensare sempre che quel rapporto è prezioso.

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