Quel drago di Masnaghetti!

Click, click… Cari navigatori del vino, blogger, polemisti dilettanti e professionisti, predicatori… Click, click… E’ venuto il momento di un bagno di umiltà.

Perché non si può capire il vino dalla scrivania, non si può pensare di conoscere senza consumare un po’ di suole di scarpe. Facile ragionare sull’episodio, vogliamo dire semplicistico? Eppure è la cifra di tanti.
L’occasione per aprire i propri orizzonti arriva dalle cartine pubblicate da quel “drago” di Alessandro Masnaghetti, l’editore di Enogea. Sono dei lavori straordinari figli di una conoscenza che mette in fila anni e anni di viaggi, bevute, riflessioni. Un lavoro che ha una profondità oggi sempre più rara.
Quello delle cartine è un pallino che il Masna ha da tanti anni, da quando nel 1994 pubblicò per Veronelli Editore una cartina dei cru di Barbaresco. Il seguito lo racconta lui stesso: «Nel 2006 torno alla carica, questa volta come editore di me stesso e – per fortuna – con quella giusta dose di successo che ti consente di andare avanti. La disponibilità di strumenti tecnici più evoluti, prima di tutto le immagini aeree e satellitari, permettono di sviluppare il progetto passando dalla rappresentazione catastale a quella delle vigne così come sono nella realtà, con la loro forma e con le capezzagne che le delimitano. In questo modo le cartine diventanonelle mani dell’appassionato un vero e proprio strumento per esplorare il territorio e identificare con precisione ogni singolo vigneto e ogni singolo cru. Per i più pigri, l’uso delle coordinate Google Earth, consente un’identica esplorazione senza nemmeno uscire di casa.».
Oggi le cartine sono 17 (per tutti i dettagli tecnici e su come sono fatte vi rimando direttamente al sito di Enogea) e sono uno strumento indispensabile per chi si occupa di vino. Grazie Alessandro!

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