Antinori On Air e un Tignanello da ricordare

Molti di voi avranno capito che il coso verde sullo sfondo è un elicottero, alcuni riconosciuto Albiera Antinori, discendente di una famigliola fiorentina che ha festeggiato da poco cinquecento anni, con qualche merito nel mondo del vino italiano, e forse uno o due amici  solo intuito che dietro quella cravatta marrone e la faccia terrorizzata ci sono io…

Scena patetica, lo ammetto. Però il seguito della giornata è stato piuttosto divertente. In elicottero non c’ero mai salito anche perchè, recita un vecchio adagio che spesso mi ricorda l’amico Pellicano, “per aria e per mare non ci sono osterie”. E allora perchè arrampicarsi lassu?

Questo fino a ieri, fin quando la ferraglia verde si è staccata dal prato e ha cominciato a sorvolare le vigne di proprietà, oltre a un bel pezzo di storia del vino italiano: Tignanello, Solaia, Badia a Passignano (da più lontano, però, perche i cinque o sei frati che ancora animano il momastero non gradiscono troppo rumore…).
Comunque, lo spettacolo c’è stato davvero!

Non so come, non so perchè, volare sopra quelle colline mi ha riportato alla mente proprio un grande vino Antinori; uno dei migliori assaggiati, almeno fino ad oggi, il Tignanello 1993

Un rosso stupendo, stappato poco più di un anno fa, di quelli che ti fanno sobbalzare dalla sedia esclamando: Toscana, ma che dico… Chianti, ovvia, su… e magari cominci pure a recitare Dante, se non fosse che ormai lo fanno tutti ed è parecchio inflazionato. Un vino magnifico dove il frutto non accenna a ritirarsi, sostenuto da una polpa quasi sottile ma tenace, intrisa di terra e macchia, fiori secchi e foglie di alloro. Al palato un vino senza confini, teso, sinuoso, maledettamente verticale eppure appagante. Figlio del sangiovese e del cabernet, ma più che altro di un’idea e di una terra che quando ci si mette….  94/100

Visto che ci sono, poi, vi racconto anche il pranzo all’Osteria di Passignano, ristorante ricavato proprio nella famosa Badia, aperto nel 2000, con le chiavi della cucina in mano allo chef Matia Marciullo e capace di vantare una Stella Michelin dal 2007. Il tema è quello della toscanità rivisitata, dei piatti e delle materie prime del territorio che prendono forme e aspetti originali

Il menu pensato per l’occasione

Sformato di pecorino con cialde di pane toscano e verdure

Tortelli di pappa al pomodoro con crema al basilico e scaglie di Parmigiano stravecchio

Caprese chiantigiana di Chianina con pomodori alla griglia e patate sabbiose

Selezione di formaggi del territorio con mile e pane alle noci

Piccola pasticceria

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