La spiaggia di Bolgheri e il Sassicaia 2006

Prima banalità: il Sassicaia 2006 è un grande vino. Seconda banalità: la 2006 è stata un’annata tendenzialmente molto calda. Un pò ovunque, figuriamoci sulla costa toscana che non è sicuramente famosa per essere una zona rigida.

Per conferme chiedere a quelli che, da quelle parti, stanno in spiaggia e fanno il bagno già da aprile… Se poi analizziamo più a fondo l’andamento climatico dell’annata, si scopre che soprattutto la fine di agosto e i primi venti giorni di settembre sono stati torridi, cioè nel periodo in cui l’uva è quasi matura e i rischi di impennate zuccherine, oltre che di surmaturazioni, sono certamente più forti. La 2007 per esempio, che di sicuro non è stata fresca e ha fatto registare una vendemmia piuttosto precoce (ricordate? Si parlava di vignaioli ed enologi in vigna con secchiello e paletta…) ha avuto un timing climatico molto diverso. Decisamente più mite nell’ultimo mese prima della vendemmia. Fine del pillottone.

Solo alcune riflessioni a voce alta, che mi sono venute in mente dopo aver assaggiato il Sassicaia 2006. Un vino splendido, tanto per chiarire come la penso e non cadere in atteggiamenti snob (ridicoli quando si parla di questa etichetta giustamente mitica), da catalogare però tra le vesioni improntate ad una certa ricchezza e potenza più che a quelle più eleganti, appuntite e verticali. Più un ’85 che un ’88, un ’97 che un ’95, un 2000 che un ’04. Mi fermo qui, anche perchè sono generalizzazioni fatte con l’accetta, banali se vogliamo, che possono però rendere l’idea di quale cassetto bisognerà scegliere per archiviare questo vino.

Il colore è un filo più concentrato del solito e il naso meno “verde”. Voglio dire che è il frutto maturo a prevalere, giocato su note piuttosto scure, con chiari cenni di ribes nero e prugna più che di frutti rossi. Un naso bellissimo, avvolgente e profondo, trascinato da suggestive note di sandalo e cuoio. Ricco, molto ricco, ma forse non così sfumato e minerale. Stesso registro in bocca, che ha polpa e finezza, ampiezza e articolazione, arricchito da sensazioni di macchia mediterranea. Da rivedere il tannino (impercettibilmente più rigido del solito, magari riassaggiandolo tra un pò di bottiglia…), come una certa vena alcolica che accompagna il sorso e un minimo di nota tostata da assestare. Un grande Sassicaia, non il più grande. Entrando in una sfera squisitamente emotiva posso dire che è meno nelle mie corde di altre annate. La bottiglia che ho stappato è da 91/100

Tenuta San Guido
DOC Bolgheri Sassicaia 2006
Uve: 85% cabernet sauvignon, 15% cabernet franc
Prezzo: dai 110 in su in enoteca

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