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[Dai Social] Podere Ferrale | Chianti Classico 2021


“Di chi sono quelle vigne di fronte?”

Diverse aziende inserite in “Chianti Classico. L’Atlante dei Vigneti e delle UGA” (Enogea – Alessandro Masnaghetti Editore, 2022), alcune delle quali non ancora ufficialmente operative sul mercato, le abbiamo pescate/scoperte anche così: domandando. In questo caso a Sofie Conte di Tregole, che con grande gentilezza ci diede tutte le informazioni necessarie per metterci in contatto con i suoi dirimpettai, da lì a pochi giorni (era il settembre del 2021) alle prese con la prima vendemmia e l’inizio di una nuova avventura.

È una delle cose più divertenti di questo tipo di lavoro: un servizio utile per i lettori, fuffa-free e a maggior ragione gratificante quando il progetto esordiente si rivela interessante, solido, centrato. Come il Podere Ferrale di Radda, una bella storia che (ri)nasce per volontà dei coniugi Samanta Venero e Franco Soderi. La tenuta apparteneva alla famiglia Soderi, poi fu venduta nel 1976 e infine riacquistata nel 2016 da Franco e Samanta, al ritorno dall’estero. Per qualche anno le vigne vennero date in affitto e nel 2021 arrivò la scelta definitiva di vinificare in proprio (2 ettari di sangiovese e mezzo di canaiolo).

La storia è bella, ma il riassaggio dell’annata di debutto è ancora meglio. Un Chianti Classico straconsigliato a chi ama le acidità mordenti e soprattutto cerca riconducibilità territoriali didascaliche. Non c’è possibilità che sfugga l’origine altocollinare – una Radda meno esplorata – specie al palato (là dove il frutto rosso radioso concede qualche sorriso più mediterraneo). Un vino essenziale nell’accezione migliore del termine, zero sovrastrutture, tutto succo e nerbo, che messo a tavola con l’accompagnamento succulento-morbido-lipidico giusto fa alquanto impennare the satisfaction.

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