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[Dai Social] Guido Porro | Barolo Vigna S. Caterina 2007


Tutto quanto questa bella bella bottiglia riporta alla mente:

✓ che il buon Davide Panzer Panzieri, a Nebbiolo Prima, ci venne incontro minacciandoci: “spero per voi che abbiate sentito il Santa Caterina di Guido Porro: è buuuuuoniiiiiisssimo, gluck”.

✓ che io obbedimmo all’istante e il giorno dopo con Giampaolo andammo in cantina a comprarne un pallet.

✓ che lo pagammo 15 euro.

✓ che all’uscita era favoloso.

✓ che in quel periodo, seconda metà degli anni 2000, era proprio una goduria girare in Langa, ormai pacificata dalle pseudo polarizzazioni modernisti/tradizionalisti e non ancora ascesa al definitivo status galattico.

✓ (non che adesso non sia bello girarci, ma allora di più, e non solo perché eravamo più giovani e con più potere d’acquisto)

✓ che lo pagammo 15 euro.

✓ che si parlava della 2007 come di un’annata caldissima, estrema, e certamente lo era per i riferimenti dell’epoca. Eppure, confrontata con i dati di oggi, esagerando ma non troppo, diventerebbe quasi un’annata classica.

✓ (oh, a me i Barolo 2007 sono sempre piaciuti nella loro placida ed equilibrata solarità)

✓ che lo pagammo 15 euro.

✓ che ha avuto una strana fase di implosione, forse chiusura, nella quale sembrava più evoluto e asciutto di come si sarebbe rivelato poi.

✓ che è letteralmente risbocciato in era pandemica – intorno al 2019-2021 – quando il Vigna S. Caterina 2007 di Guido Porro poteva “sfidare” quasi qualsiasi Barolo, tipo Arnold in Commando.

✓ che quelli nati nel 2007 possono acquisire la Patente B, votare a tutte le elezioni tranne quelle per il Senato della Repubblica e bere senza contravvenire alla legge vini loro coetanei come questi.

✓ che proprio non li sopporto quelli che declamano frasi tipo “il vino è memoria liquida”, quindi mi infliggo pegno da solo. Però è la verità.

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