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[Dai Social] Le Boncie | Le Trame 2020


Che Giovanna Morganti sia una delle vignaiole italiane più ispirate e carismatiche non lo scopriamo certo oggi. Così come non rientra nelle breaking news l’affiliazione del suo Le Trame al club che riunisce i migliori vini nazionali.

E però ci pare, in ottima compagnia, che negli ultimi anni Podere Le Boncie abbia scalato un altro paio di gradini in termini di costanza e affidabilità. Vini ancora più autorevoli, gustosi, trascinanti, senza rinunciare a nulla della loro proverbiale naturalezza espressiva. In ultima analisi, la fase in assoluto più brillante ed ecumenica nella storia dell’azienda, dopo una finestra meno lineare, specie a ridosso dell’uscita dalla DOCG Chianti Classico (annata 2011).

Ma cos’è che rende Le Trame così speciale? Dove si condensano le ragioni di questa ulteriore ascesa?

Per me in primis nella qualità, cromìa e cristallizzazione del frutto. Già, il frutto: perché a volte sembra che vogliamo rimuoverlo, come i jeans a vita alta e il tortino caldo col cuore di cioccolato? Eppure vini dal frutto così terso, turgido e grondante sono maroniani, porthosiani e universali.
Parlano di uva raccolta nel momento esatto del loro passaggio di stato, né un attimo prima né un attimo dopo. Nessun bemolle acerbo, nessun diesis oltrematuro.
Pantone Sangiovese da catalogo, là dove si incrocia ogni gradazione di rosso possibile: il respiro mediterraneo di Castelnuovo Berardenga, ma con tutti i contrasti, la fibra e lo scheletro delle più vocate zone interne del Chianti Classico.

Semplicemente un grandissimo vino stereofonico, questo 2020, che completa un trittico superlativo con 2016 e 2019. E siamo fortunati a poterli recuperare ancora a prezzi umani: dall’altra parte delle Alpi Marittime, Cozie e Graie veleggerebbero rapidamente verso le quattro cifre, al 100%.

Iniziare bene l’anno: la bottiglia perfetta.

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