[Dai Social] Le Masse | Chianti Classico 2019


Che il Chianti Classico sia per molti versi il territorio del momento non lo scopriamo certo oggi. Dopo di che, vero che fritta è buona pure una ciabatta e che gratis vanno bene anche due schiaffi, ma non potevamo immaginare neanche lontanamente ampiezza e valore della comunità interessata al nostro Almanacco (e c’è addirittura chi lo legge tutto, assurdo). Solo grazie al cubo, inutile aggiungere altro.

Al di là delle singole annate, tipologie e “punte”, io credo che il motivo di tanta attenzione sia spiegato perfettamente da vini come questo. Discreto-buono, ma non imperdibile, con i suoi limiti di trama, profondità e sapore. E però congruo da cima a fondo, senza vorrei ma non posso, totalmente riconoscibile nell’identità varietale e, con un pizzico di familiarità, anche “sotto-territoriale” (San Donato in Poggio-Barberino-Sambuca) e stilistica (poca confezione e pregevole naturalezza espressiva, che non significa per niente o famo strano).

Il vino “medio” che tuttavia non si perde o anonimizza affatto nel gruppone, ma conserva la sua identità e ragion d’essere: bevibilità alternativa alla scorciatoia pigramente glu glu, difendendo il tono e il vigore del vino “serio”. Ce ne sono tanti così da queste parti, compresi quelli che non andiamo a cercare o consigliare a tutti i costi. Un centrocampo così forte al momento ce l’hanno in pochi in Europa, e forse il suo apporto pesa anche più di quello dei goleador.

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