Virtù virtuale


Il bello della rete, si fa per dire, è che chiunque abbia un minimo di capacità e furbizia può apparire come vuole.

Ci sono i casi limite di chi mistifica totalmente la propria identità: i profili inventati sul social network di turno o i commenti su blog e forum,  provenienti da sconosciuti che dietro un qualsiasi nickname trovano  coraggio a buon mercato.
E poi tutti quelli che in maniera palese, mettendoci la faccia, costruiscono il proprio personaggio  in modo scientifico o quantomeno “studiato”, calcando la mano su certi argomenti ed evitandone altri. Approcciando le cose stando bene attenti a come gira il vento, magari solo riempiendo di colore la realtà o bluffando un po’ su competenze ed esperienze che invece scarseggiano.
Dietro lo schermo, senza interlocutori in carne ed ossa che ci guardano in faccia, siamo tutti un po’ più fighi. Diciamo la verità…  
Raccontare l’exploit o tacere la figuraccia, insistere su quelle quattro virtù e celare sapientemente i propri limiti è impresa tutto sommato facile tastiera alla mano. Meglio non dire, allora, delle tante stroncature, a bottiglia coperta, di vini di cui abbiamo tessuto le lodi o di punteggi stellari affibbiati a bottiglie non proprio à la page.
Costruire la propria reputazione è procedura lunga e meticolosa, che non vale certo la pena compromettere per un po’ di laicismo o amor di verità.

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