Francia – Italia

Tornando qualche giorno fa in treno da un piccolo viaggio, dopo un po’ di lettura e qualche sguardo fuori dal finestrino a guardare come passano paesaggi ed anni, ho “attaccato bottone” ad una signorina che viaggiava proprio davanti a me e dopo qualche battuta sul tempo e amenità varie, le ho chiesto che cosa facesse nella vita.

La ricercatrice, perché questa è la sua professione, mi risponde: “studio soprattutto i manoscritti francesi del rinascimento, che uscivano dal ducato di Borgogna”.
Capirete benissimo che mi si è accesa come una lampadina e dopo averle spiegato che lavoro (?) facessi io, la conversazione ha preso una piega decisamente etilica, almeno in senso figurato. Non sto qui a dilungarmi troppo, ma il fatto fondamentale è che la ricercatrice non ha avuto dubbi: i vini francesi sono di gran lunga migliori di quelli italiani e non solo quelli dai prezzi stellari, ma anche la produzione più abbordabile.
Detto, per inciso, da una consumatrice che del vino vuole solo godere. E noi enofissati siamo dello stesso avviso, oppure dobbiamo difendere l’enologia patria a tutti i costi?

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